Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca Fontanelle

Mettono in moto un'auto rubata e abbandonata, bloccati in tempo 3 ragazzini

E' mistero su come l'utilitaria sia arrivata da Casteltermini fino al quartiere di Fontanelle dove è stata lasciata con le chiavi appese

Trovano l’auto ferma, con le chiavi appese nel cruscotto, lungo una via di Fontanelle. Incuriositi, ma forse anche desiderosi di mettersi alla prova, senza neanche pensarci due volte, tre ragazzini di circa 13 anni riescono a mettere in moto, dopo più tentativi, la vettura. Utilitaria che, però, e per fortuna, non riescono a spostare. Qualcuno degli abitanti della zona se ne accorge e immediatamente, temendo che possa determinarsi qualche disgrazia, allerta il numero unico d’emergenza. A Fontanelle c’era però già una pattuglia della polizia municipale e gli agenti hanno sonoramente richiamato i ragazzini, bloccandoli. I tre sono stati, naturalmente, “riconsegnati” ai genitori. Ma subito dopo i caschi bianchi hanno cercato di rintracciare il proprietario della macchina. Dal controllo sulla banca dati è emerso però che proprio quella macchina era stata rubata la mattina a Casteltermini. E il proprietario ne aveva fatto regolare denuncia alla stazione dei carabinieri.

Pare che il proprietario abbia lasciato l’utilitaria posteggiata con le chiavi appese. Avrebbe dovuto forse fare una rapida commissione. Ma tanto è bastato, all’ignoto malvivente per mettere in moto e scomparire con l’auto. Macchina che da Casteltermini è giunta fino ad Agrigento, nel rione di Fontanelle appunto, dove è stata di fatto abbandonata. E’ stato naturalmente subito rintracciato il proprietario che, inevitabilmente, non s’aspettava di recuperare dopo appena poche ore l’auto. Resta però il mistero. Anzi, a dire il vero, più di uno. Chi ha rubato quella macchina? E soprattutto perché? Semplicemente per spostarsi da Casteltermini fino ad Agrigento? O piuttosto per mettere a segno qualche atto delinquenziale? Episodi del genere, nelle ultimissime ore,  però, non ne sarebbero stati denunciati. Spetterà comunque alle forze dell’ordine provare – laddove possibile – a fare chiarezza, provando ad identificare il balordo o i balordi che hanno utilizzato, spostandosi appunto da Casteltermini fino alla città dei Templi, quell’utilitaria. 

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