"Non manomise la rete idrica per rifornire un palazzo", assolto 47enne

I giudici della Corte di appello cancellano la condanna a sei mesi di reclusione, l'uomo era stato denunciato insieme ad un complice

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Assoluzione per non avere commesso il fatto. I giudici della Corte di appello di Palermo, ai quali si sono rivolti i difensori, gli avvocati Daniela Posante e Antonella Arcieri, hanno cancellato la condanna a sei mesi di reclusione e 200 euro di multa inflitta nei confronti di Fabio Volpe, 47 anni, di Agrigento, finito sotto processo con l'accusa di furto aggravato. La denuncia nei suoi confronti era scattata il 2 luglio del 2014.

I carabinieri sono intervenuti in una via del quartiere dello stadio Esseneto e hanno trovato l'imputato e una seconda persona (giudicata a parte) nei pressi del vano contatore di un condominio. Quest'ultima teneva in mano una chiave da idraulico giratubi. Il successivo controllo dei tecnici di Girgenti Acque, società che gestisce il servizio idrico in provincia di Agrigento, ha confermato il sospetto: l'impianto idrico era stato danneggiato e manomesso per creare un collegamento con dei tubi dalla rete pubblica al condominio, in modo da sottrarre un quantitativo imprecisato, ma certamente elevato, di acqua.

Nei loro confronti scattò la denuncia e, quattro anni, dopo fu disposta la citazione diretta a giudizio. Il giudice monocratico Rossella Ferraro, al termine del processo di primo grado, ha riconosciuto colpevole Volpe infliggendogli sei mesi di reclusione e 200 euro di multa.

In appello gli avvocati Posante e Arcieri hanno sostenuto che "non è stato dimostrato in alcun modo il suo ruolo nella manomissione visto che era distante alcuni metri da contatore, non aveva la chiave in mano e, non abitando in quel palazzo, non si comprende quale utilità avrebbe avuto". La Corte di appello ha dato loro ragione e ha accolto il ricorso decidendo l’assoluzione. 

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