Venerdì, 23 Luglio 2021
Cronaca

La banda che svaligiava case in tre province, no dal gup al patteggiamento

Secondo il giudice la pena di un anno, 11 mesi e 20 giorni di reclusione, che aveva già portato alla scarcerazione, non è congrua

foto archivio

No al patteggiamento per il rumeno Ciprian Lucan, 38 anni, coinvolto nell'inchiesta sulla banda di stranieri che avrebbe messo a segno decine di furti in appartamenti in mezza Sicilia.

Il suo difensore, l'avvocato Paolo Ingrao, e il pubblico ministero Gloria Andreoli avevano raggiunto l'accordo per il patteggiamento di una pena di 1 anno, 11 mesi e 20 giorni di reclusione che prevedeva anche la sospensione condizionale. In base a questo accordo processuale, il gip Alessandra Vella - nei mesi scorsi - aveva revocato la misura cautelare. Il gup Francesco Provenzano, tuttavia, ha ritenuto la pena "non congrua" e ha rigettato la richiesta di patteggiamento.

Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio pure per Sasa Radosavljevic, 24 anni, dell'ex Jugoslavia; Lasio Radosavljevic, 35 anni, alias Lasio Lucan, dell'ex Jugoslavia; Daniel Lucan, 30 anni, rumeno e Lasio Rac, 59 anni, serbo. I difensori di Lasio Radosavljevic, Lucan e Rac - gli avvocati Daniele Re e Agnesa Neculai - in precedenza hanno chiesto il giudizio abbreviato e il gup Francesco Provenzano ha rinviato l'udienza, per la requisitoria del pm, all'udienza del 7 ottobre. 

La posizione di Sasa Radosavljevic, infine, è stata stralciata e sarà trattata separatamente. I rom sono accusati d'aver messo a segno una ventina di furti: da San Leone a Montaperto, ma anche al Villaggio Mosè, nei Comuni agrigentini circostanti e nelle limitrofe province di Caltanissetta ed Enna. Il modus operandi era sempre lo stesso, ovvero i ladri, forzando porte e finestre con guanti e passamontagna, riuscivano ad introdursi all’interno delle abitazioni rubando oro, gioielli di valore, computer e persino armi legalmente custodite in cassaforte. 

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