Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

"Sono i componenti della banda che razziava rame", chieste quattro condanne

Secondo il pm gli imputati, coinvolti in un'operazione nel 2015, avrebbero rubato cavi da impianti e strutture dell'Enel. Durante le indagini i presunti ladri avrebbero sparato addosso ai carabinieri che volevano fermarli

Quattro condanne per gli imputati, coinvolti in un'operazione dei carabinieri nel 2015, ai quali si contesta di avere organizzato furti di rame in giro per le province di Agrigento e Caltanissetta razziando cavi da impianti e strutture di proprietà dell'Enel. Sono stati chiesti dal pubblico ministero Gloria Andreoli a conclusione della requisitoria del processo, in corso davanti alla prima sezione penale, per tutti gli imputati anche se per alcune delle imputazioni è stata proposta l'assoluzione.

Si tratta dei rumeni Dumitru Cosmin Neica, 26 anni; Florin Lupu, 25 anni; Valentin Iancu, 37 anni; Oana Mohan, 30 anni. Sono accusati di associazione a delinquere e furto aggravato. Per alcuni dei numerosi furti contestati e per il reato associativo non è stata chiesta la condanna di tutti. Nel dettaglio sono stati proposti: 4 anni e 6 mesi per Meica (ritenuto responsabile pure del reato di associazione a delinquere), 3 anni per Lupu (richiesta di assoluzione per l'associazione e per singoli episodi di furto), 3 anni e 9 mesi per Iancu (con richiesta di assoluzioni per svariate singole accuse di furto) e 3 anni e 6 mesi per Mohan (non è contestata l'associazione).

Gli imputati (difesi, fra gli altri, dagli avvocati Salvatore Loggia e Angelo Asaro) fanno parte di un lungo elenco, in parte approdato davanti al collegio di giudici presieduto da Alfonso Malato per questo stralcio del processo che si concluderà il 26 aprile con la sentenza.

I fatti contestati risalgono al periodo compreso fra il 2014 e il 2015. I furti sono stati commessi fra Camastra, Naro, Riesi, Butera, Gela, Sommatino e Ravanusa. Il magistrato della Procura ha ricordato alcuni episodi particolarmente gravi che si sono verificati durante le indagini quando, qualcuno degli indagati, spararono all'indirizzo dei carabinieri che, in piena notte, li volevano fermare dopo avere messo a segno un furto.

E poi ancora il pm ha ricordato che il presunto capo della banda, "l'elemento di maggiore spicco nell'organizzazione criminale", morì fulminato nel tentativo di smontare del rame da un traliccio. Sarebbe stato questo uno degli episodi principali che portò gli inquirenti ad approfondire le indagini sul gruppo fino all'operazione, scattata nel 2015.

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