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"Furti di corrente elettrica con la complicità degli ispettori Enel", in 20 dal gup

Il perito consegna le trascrizioni delle intercettazioni, nessuna richiesta di giudizi alternativi

Il perito Giuseppe Rinzivillo ha consegnato la sua relazione con la trascrizione di tutte le intercettazioni ma, ieri mattina, non ha potuto essere presente per riferire in udienza. In ogni caso, i difensori dei venti imputati dell’udienza preliminare scaturita dall’inchiesta “Alta tensione”, che ipotizza un maxi giro di furti di energia elettrica grazie alla complicità di verificatori dell’Enel corrotti, annunciano che non sceglieranno riti alternativi.

Di conseguenza sarà il giudice Francesco Provenzano a decidere se disporre il rinvio a giudizio o il non luogo procedere. I due principali imputati sono Giovanni Trupiano, 60 anni di Agrigento, e Domenico La Porta, 63 anni di Naro, ispettori dell’Enel che, sostiene l’accusa, in alcuni casi, avrebbero persino dato suggerimenti utili per non essere scoperti. Trupiano e La Porta sono accusati di diverse ipotesi di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, furto, truffa e omissione di atti di ufficio.

Una donna, residente a Canicattì, Luigia Vinci, 57 anni, avrebbe invece fatto da intermediaria e procacciatrice di nuovi clienti per i due verificatori. Nella lista dei venti imputati, ai quali si contestano anche il furto, la truffa e la corruzione, ci sono commercianti, esercenti, professionisti o privati titolari di utenze che avrebbero rubato la corrente elettrica.

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