rotate-mobile
Venerdì, 19 Agosto 2022
Cronaca

"Furti di corrente con la complicità dei verificatori Enel", falsa partenza all'udienza preliminare

Alcune mancate notifiche hanno costretto il gup a rinviare l'udienza a carico di venti imputati

Falsa partenza, per alcune notifiche non andate in porto, all’udienza preliminare scaturita dall’inchiesta “Alta tensione”, che ipotizza un maxi giro di furti di energia elettrica grazie alla complicità di verificatori dell’Enel corrotti che, in alcuni casi, avrebbero persino alimentato le ruberie e dato suggerimenti utili per non essere scoperti.

Questa mattina è iniziato il procedimento con venti imputati davanti al gup Francesco Provenzano che, dopo avere accertato che alcune notifiche non sono state eseguite correttamente, ha disposto un rinvio all’8 marzo. La nuova udienza arriva a un anno esatto di distanza dall’operazione, eseguita dai carabinieri, che hanno applicato alcune misure cautelari minori disposte dal gip Alessandra Vella.

Nella maggior parte dei casi, secondo quanto avrebbe accertato l’indagine, erano persino i verificatori dell’Enel a suggerire ai privati gli allacci abusivi con l'uso del magnete o del cosiddetto"sorcio": si tratta di un sofisticato strumento collegato direttamente alla rete elettrica, capace di bypassare il misuratore e alimentare l’utenza senza gravare sui costi in bolletta perché l’energia elettrica non viene conteggiata. Il pm Carlo Cinque, trasferito nelle scorse settimane, ha chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli indagati. Il giorno del blit, la misura cautelare aveva avuto come destinatari due verificatori di "Enel", a tutti gli effetti, in base alla legge, incaricati di pubblico servizio: Giovanni Trupiano, 60 anni di Agrigento, e Domenico La Porta, 63 anni di Naro. Nei loro confronti fu disposto il divieto di dimora nella provincia di Agrigento. Sono accusati di diverse ipotesi di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, furto, truffa e omissione di atti di ufficio. L'obbligo di firma è stato, invece,emesso a carico di una donna, residente a Canicattì, Luigia Vinci, 57 anni, che avrebbe fatto da intermediaria e procacciatrice di nuovi clienti per i due verificatori. L’indagine scaturisce dalla denuncia del gestore di una salagiochi. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Furti di corrente con la complicità dei verificatori Enel", falsa partenza all'udienza preliminare

AgrigentoNotizie è in caricamento