"Furti di corrente elettrica con la complicità dei verificatori Enel", processo bloccato

Il perito ha trascritto le intercettazioni ma per due udienze consecutive non ha deposto in aula

Il perito Giuseppe Rinzivillo ha consegnato la sua relazione con la trascrizione di tutte le intercettazioni ma, neppure ieri mattina, come all’udienza precedente, ha potuto essere presente per riferire in aula. L’udienza preliminare a carico di venti persone, scaturita dall’inchiesta “Alta tensione”, che ipotizza un maxi giro di furti di energia elettrica grazie alla complicità di verificatori dell’Enel corrotti, resta ferma al palo. Il giudice dell’udienza preliminare Francesco Provenzano ha rinviato il procedimento al 7 febbraio. 

I difensori, all’udienza precedente, hanno comunicato che nessuno sceglierà riti alternativi come il giudizio abbreviato o il patteggiamento. Di conseguenza sarà il giudice Francesco Provenzano a decidere se disporre il rinvio a giudizio o il non luogo procedere. I due principali imputati sono Giovanni Trupiano, 60 anni di Agrigento, e Domenico La Porta, 63 anni di Naro, ispettori dell’Enel che, sostiene l’accusa, in alcuni casi, avrebbero persino dato suggerimenti utili per non essere scoperti in cambio di denaro oppure chiuso un occhio, sempre a pagamento. Trupiano e La Porta sono accusati di diverse ipotesi di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, furto, truffa e omissione di atti di ufficio.

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Una donna, residente a Canicattì, Luigia Vinci, 57 anni, avrebbe invece fatto da intermediaria e procacciatrice di nuovi clienti per i due verificatori ritenuti infedeli. Nella lista dei venti imputati, ai quali si contestano anche il furto, la truffa e la corruzione, ci sono commercianti, esercenti, professionisti o privati titolari di utenze che avrebbero rubato la corrente elettrica ricorrendo spesso ai consigli degli stessi verificatori che avrebbero messo in circolazione strumenti utili per rubare la corrente. 

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