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Un frame agli atti dell'inchiesta

Un frame agli atti dell'inchiesta

La banda di rom che razziava ville, uno degli arrestati patteggia e torna libero

Il trentanovenne Ciprian Luca si accorda con la Procura per l'applicazione della pena di 1 anno, 11 mesi e 20 giorni

A distanza di tre mesi dall'arresto, poco prima che la vicenda approdi in aula per l'udienza preliminare, uno dei componenti della presunta banda di rom che avrebbe messo a segno decine di furti in appartamenti in mezza Sicilia, patteggia e torna libero. 

Si tratta del 39enne Ciprian Lucan. Il suo difensore, l'avvocato Paolo Ingrao, ha concordato con il pubblico ministero Gloria Andreoli l'applicazione di una pena di 1 anno, 11 mesi e 20 giorni che sarà sospesa. Il legale, quindi, ha chiesto al gip Alessandra Vella, ottenendolo, di revocare la misura cautelare ritenendo che le esigenze siano cessate. L'indagato, in carcere dal 2 dicembre, è tornato libero.

Nelle scorse settimane la Procura ha fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini preliminari - atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio - anche per Sasa Radosavljevic, 24 anni, dell'ex Jugoslavia; Lasio Radosavljevic, 35 anni, alias Lasio Lucan, dell'ex Jugoslavia; Daniel Lucan, 30 anni, rumeno e Lasio Rac, 59 anni, serbo.

Gli indagati sono accusati d'aver messo a segno una ventina di furti: da San Leone a Montaperto, ma anche al Villaggio Mosè, nei Comuni agrigentini circostanti e nelle province di Caltanissetta ed Enna.

Nel corso delle perquisizioni domiciliari, i carabinieri hanno trovato molta refurtiva: monili in oro, tablet, pc, orologi ed armi. 

Il tribunale del riesame ha annullato l'ordinanza cautelare per Sasa Radosavljevic, confermandola per gli altri. Le accuse contestate sono l'associazione a delinquere (per tutti tranne che per Radosavljevic), il furto e la ricettazione.

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