Furti in trasferta all'estero, Colombo dice no all'estradizione

Il trentenne è stato interrogato dal gip per rogatoria della Corte di appello e si è opposto alla consegna alle autorità belghe

Si oppone all’estradizione e, quindi, chiede di non essere consegnato alle autorità belghe. Il trentenne Calogero Colombo, di Porto Empedocle, arrestato in esecuzione di un mandato di arresto europeo per tre furti in Belgio, è stato interrogato per rogatoria dalla Corte di appello. Ieri mattina, assistito dal suo difensore, l’avvocato Davide Casà, è comparso davanti al gip di Agrigento Francesco Provenzano che gli ha chiesto formalmente se desse il consenso all’estradizione incassando il “no”. La procedura, in ogni caso, seguirà il suo corso.

Eseguiti due mandati d'arresto europeo 

Colombo deve scontare un anno di reclusione per un furto in appartamento mentre per un doppio colpo in altrettanti negozi di un centro commerciale deve scontare invece 16 mesi. I due mandati d’arresto europeo sono stati eseguiti, dalla polizia. Ad emetterli era stata l’autorità giudiziaria belga. Dopo le formalità di rito, gli agenti del commissariato “Frontiera”, mercoledì, lo hanno portato al carcere Petrusa di Agrigento. I furti – secondo quanto è stato ricostruito dalla polizia – sono stati messi a segno nella città di La Louvière, in Belgio. Il furto in appartamento è del 2014, quelli invece ai danni di due negozi risalgono al 2009. Le indagini delle autorità belghe hanno portato prima all’identificazione del presunto responsabile e poi, appunto, alla condanna che è diventata definitiva ed andava, quindi, eseguita.

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Non trovandosi più in Belgio, sono stati emessi a carico del giovane due mandati d’arresto europeo. Il giovane, adesso, resta a disposizione della Corte di appello che dovrà valutare se consegnarlo alle autorità della nazione belga oppure consentirgli di espiare la pena in Italia. Se Colombo avesse dato il consenso, invece, la consegna alla magistratura belga sarebbe stata immediata. 

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