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"Operazione H2O" / Licata

"Furti d'acqua sulla condotta Aragona-Gela", chiusa l'inchiesta: 26 indagati

Sotto accusa imprenditori agricoli di Favara, Canicattì e Licata che avrebbero realizzato una vera e propria rete idrica parallela abusiva: anche il figlio del boss Antonio Ferro rischia di finire a processo

Invasi artificiali riempiti a costo zero rubando acqua dalla condotta Aragona-Gela: una vera e propria rete idrica parallela abusiva allestita da decine di imprenditori agricoli della provincia di Agrigento. La procura di Gela ha chiuso l'inchiesta denominata "H2O" (come la formula chimica dell'acqua) e si appresta a mandare a processo 26 indagati, tutti della provincia di Agrigento. 

Il gip Marica Marino, nei mesi scorsi, ha firmato un'ordinanza con cui applicava alcune misure restrittive minori (divieto di dimora e obbligo di firma) rigettando al tempo stesso la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla Procura per 14 dei 26 indagati.

Il pubblico ministero Luigi Lo Valvo, adesso, ha fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini preliminari - atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio - nei confronti di: Gianluca Incorvaia, 38 anni di Licata; Antonino Russo, 60 anni di Licata; Salvatore Russo, 30 anni di Licata; Giovanni Marotta, 47 anni di Licata, Angelo Sferrazza, 54 anni di Licata; Calogero Sferrazza, 56 anni di Licata; Vincenzo Sferrazza, 34 anni di Licata; l'omonimo Vincenzo Sferrazza, 28 anni; Carmelo Sferrazza, 44 anni di Licata; Rosario Galletto, 56 anni di Licata; Giacinto Marzullo, 56 anni di Licata; Bruno Licata, 48 anni di Licata; Raffaele Licata, 58 anni di Licata; Angelo Porrello, 50 anni di Licata; Calogero Ferro, 68 anni di Canicattì; Francesco Truisi, 62 anni di Licata; Enzo Marco Mulè, 50 anni di San Donato Milanese; Giuseppe Natale, 40 anni di Licata; Angelo Lo Brutto, 56 anni di Licata; Antonio Schembri, 53 anni, di Licata; Francesco Incorvaia, 39 anni di Licata; Paolo Giambra, 49 anni, di Licata; Giuseppe Zarbo, 66 anni di Licata; Emanuele Sanfilippo, 50 anni, di Licata; Antonino Broccia Veneziano, 51 anni, di Favara e Angelo Consagra, 50 anni di Licata.

Tra gli indagati Calogero Ferro, figlio di Antonio, storico capo della mafia di Canicattì. Le accuse sono di furto aggravato per essere stato commesso su beni destinati a pubblico servizio e utilità. Diverse le posizioni di Veneziano Broccia e Consagra. Il primo, manovratore dell'escavatore di Siciliacque, è accusato di favoreggiamento personale per avere informato, sostiene l'accusa, Giovanni Marotta e altri agricoltori che stava svolgendo degli scavi finalizzati a scoprire gli allacci abusivi.

Consagra, invece, è accusato di violenza privata per avere minacciato un dipendente di Siciliacque costringendolo a interrompere un controllo che doveva servire a individuare i furti.  

L’indagine inizia alla fine del 2019 dopo le denunce presentate da Siciliacque che aveva lamentato i continui furti  soprattutto nel Comune di Licata.

Con l'avviso di conclusione delle indagini i difensori (gli avvocati Leonardo Marino, Luigi Ciotta, Angelo Balsamo, Giuseppe Glicerio e Giovanni Salvaggio) avranno 20 giorni di tempo per articolare la prima strategia processuale attraverso la presentazione di memorie, un interrogatorio degli indagati oppure sollecitando ulteriori atti di indagine. 

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