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Lampedusa e immigrazione, il film "Fuocoammare" candidato agli Oscar

Il racconto di Rosi viaggia su due binari paralleli: il soccorso ai migranti e la vita sull'isola. Il regista descrive la più grande delle Pelagie attraverso la storia di Samuele

Dopo la vincita dell'orso d'oro al festival di Berlino e il riconoscimento del nastro d'argento speciale del Sindacato nazionale giornalisti cinematografici, "Fuocoammare", il film documentario di Gianfranco Rosi su Lampedusa, è pronto per prendere il largo in sala il 18 febbraio. Ed è anche il film italiano in corsa per l'Oscar come miglior film straniero.

Il racconto di Rosi viaggia su due binari paralleli: il soccorso ai migranti e la vita sull'isola. Il regista racconta Lampedusa attraverso la storia di Samuele, un dodicenne che va a scuola, ama sparare con la sua fionda e andare a caccia. Preferisce giocare sulla terraferma anche se tutto, attorno a lui, parla di mare e di quelle migliaia di donne, uomini e bambini che quel mare, negli ultimi vent'anni, hanno cercato di attraversarlo - spesso invano - alla ricerca di una vita nuova, migliore. Alla ricerca della libertà.

Fuocoammare, film documentario che racconta con immagini molto forti la vita quotidiana a Lampedusa tra normalità e dramma con gli sbarchi dei migranti, ha vinto anche l'Orso d'Oro al Festival di Berlino 2016. La cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles domenica 26 febbraio 2017. La Commissione di selezione era composta da Nicola Borrelli, Direttore Generale Cinema del Mibact; Tilde Corsi e Roberto Sessa, produttori; Osvaldo De Santis e Francesco Melzi d'Eril, distributori; Piera Detassis e Enrico Magrelli, giornalisti; il regista Paolo Sorrentino e Sandro Veronesi, scrittore.

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