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Giovanni Alessi

Giovanni Alessi

Agrigento piange Giovanni Alessi

Una morte tragica e inaspettata, che ha sconvolto tutta la città. E non solo. Giovanni era molto conosciuto per il suo lavoro e per il suo carattere

Giovanni Alessi è morto. L'imprenditore agrigentino è stato ucciso dalla furia del suo asino la sera di venerdì mentre si trovava nel suo agriturismo prossimo all'inaugurazione in contrada Rina, a RealmonteUna morte tragica e inaspettata, che ha sconvolto tutta la città. E non solo. Giovanni era molto conosciuto per il suo lavoro e per il suo carattere.

Persona solare, generosa, disponibile con tutti, pronto a tendere la mano a chiunque: "scavava" tra la gente della nostra città per dare possibilità di lavoro a persone che spesso non venivano nemmeno prese in considerazione dalla società. Giovani e meno giovani. Era un grande e bravo imprenditore, attento alle scelte e sempre pronto a battersi in prima persona per le sue idee.

Era noto per essere presidente del consorzio "I luoghi dell'Arcadia" che gestiva i servizi aggiuntivi nella Valle dei Templi: con l'aiuto di grandi collaboratori e con il suo instancabile entusiasmo, aveva fatto sì che la Via Sacra della Valle divenisse cuore pulsante del turismo, con librerie sparse tra i Templi, caffetterie e decine e decine di servizi per i turisti che decidevano di visitare la più bella città dei mortali.

Giovanni lascia un grande vuoto in tutti noi. Era il primo lettore di AgrigentoNotizie. E questo perché ha sempre creduto nel progetto nato dalla caparbietà del fratello Marco, ideatore, fondatore ed ex direttore di questo giornale. Ma era anche il primo tifoso dell'Akragas Calcio, la squadra presieduta dall'altro fratello, l'imprenditore Silvio. Un rapporto, quello con i suoi due fratelli, che richiamava a sé l'ammirazione di molti: sempre pronto a dare consigli, a "guidare" i due fratelli nelle scelte giuste. Ma anche pronto a buttarsi in ogni "pazza" idea di Silvio o di Marco. Formavano una grande squadra, resa solida dall'amore e dalla fiducia reciproca.

Lascia l'amatissima moglie Daniela; con lei ha vissuto giorno dopo giorno la nascita di quell'agriturismo a Realmonte di cui andava infinitamente fiero. Lascia l'inconsolabile mamma e l'adorato padre. Non riescono a darsi pace i cognati, i cugini, i nipotini, come anche i suoi più stretti collaboratori, gli amici, chi ha lavorato con lui e ha condiviso passioni e scommesse professionali. Nessuno riesce ancora a credere a questa immane tragedia.

Sembrava quasi che non dovessi morire mai. Una morte inspiegabile. Non so quando riusciremo a darci pace. Tu, intanto, guardaci da lassù. Ciao Giovanni. 

Silvio Schembri

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