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Frode da oltre 200 milioni di euro con finti depositi di alcolici, chiusa la maxi inchiesta "Criminal drink": 27 indagati

La Procura, dopo otto patteggiamenti e quattro condanne in altri stralci processuali, si appresta a mandare a processo gli altri componenti della presunta organizzazione

Il pubblico ministero Antonella Pandolfi ha fatto notificare ventisette avvisi di conclusione delle indagini, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti di altrettanti professionisti, uomini d'affari e imprenditori di mezza Italia accusati di avere messo in piedi un’associazione transnazionale, che attraverso la creazione di depositi fiscali fittizi, gestiva un traffico illecito di prodotti alcolici.

Le indagini sono state svolte sul campo dalla Guardia di Finanza e, a partire dal luglio del 2016, hanno portato a decine di arresti e sequestri per decine di milioni di euro - l'ammontare complessivo della frode sarebbe di oltre 200 milioni - a più riprese nei confronti dei componenti della banda che movimentava la merce in giro per il mondo, solo sulla carta, al fine - sostiene l'accusa - di ottenere la sospensione delle accise.

L'inchiesta ha già portato, in altri stralci processuali, a otto patteggiamenti (con pene dagli 8 mesi ai 3 anni e 8 mesi) e a quattro condanne, con rito abbreviato, con pene da 3 anni e 6 mesi a 5 anni.

La banda avrebbe avuto una cellula favarese con a capo l'architetto favarese Antonio Crapanzano, 58 anni, finito ai domiciliari con l'accusa di avere gestito uno dei depositi fittizi. Il professionista è il proprietario del magazzino dove sarebbe stata allestita l'attività. L’architetto si è sempre difeso sostenendo di essersi limitato ad affittare il locale al cittadino belga Sebastien De Meersman, ritenuto uno dei principali promotori dell'organizzazione, ma di non sapere nulla dell’attività che sarebbe stata allestita all’interno.

Una tesi che ha convinto gip e riesame ma non la Procura che insiste e si appresta, salvo dovesse cambiare idea con un nuovo interrogatorio, già chiesto dal suo difensore, l'avvocato Salvatore Virgone, a chiedere il rinvio a giudizio. 

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