Pubblica su Facebook una frase del boss Provenzano, sindaco chiede le dimissioni di un consigliere comunale

Il fatto è avvenuto a Naro, nonostante le scuse e la cancellazione del post il primo cittadino Mariagrazia Brandara non arretra

"Binnu" Provenzano

"Sante Riflessioni", era il titolo. Ma quel contenuto tutto era tranne che "santo", perché scritto, in origine, dal boss mafioso stragista Bernardo Provenzano.

A rilanciarlo sul social Facebook è stato un consigliere comunale di Naro, Giovanni Terranova. "Ti prego di essere sempre calmo e retto, corretto e coerente, sappia approfittare l'esperienza delle esperienze sofferte, non screditare tutto quello che ti dicono, cerca sempre la verità prima di parlare e ricordati che non basta mai avere una prova per raffontare un ragionamento". In coda, la firma: Bernardo Provenzano. Una frase che circola molto sui social, insieme a tanti aforismi più o meno attribuibili a personaggi "discutibili" (questa, in particolare, fu rilanciata nel libro "Romanzo criminale" di De Cataldo sulla storia della banda della Magliana) e che però pubblicata da un rappresentante dello Stato quale è un consigliere eletto fa un effetto tutt'altro che positivo.

Terranova, conscio del potenziale scivolone, ha cancellato il post e rettificato, ma comunque sono arrivate le richieste di dimissioni del sindaco Mariagrazia Brandara. “Un comportamento del genere da parte di un consigliere comunale è assolutamente inqualificabile - ha commentato il primo cittadino. La mia amministrazione respinge e condanna apertamente atti del genere. La mia richiesta delle dimissioni rimane ferma. Pur nella consapevolezza che il consigliere Terranova abbia agito in assoluta buonafede non posso che ribadire la richiesta di dimissioni, cosciente, comunque, che tale decisione attiene esclusivamente alla sua volontà. Così come rimane ferma la mia condanna nei confronti della mafia e della criminalità organizzata. Conosco bene Il consigliere Terranova - continua - che so essere persona onesta, ma, per il ruolo che riveste, non  poteva permettersi questo  scivolone. Se si fosse trattato di un mio assessore avrei già revocato la nomina".

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