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"Frantoi inquinano i fiumi Naro e Magazzolo": arrivano "Le Iene" di Italia1

Sequestrato il frantoio che scaricava nel fiume Magazzolo: l'attività operativa è stata posta in essere grazie alla segnalazione dell’associazione ambientalista "Mareamico" di Agrigento ed ha visto anche la presenza casuale della troupe della trasmissione televisiva di Italia 1 "Le Iene" con il suo inviato di punta Giulio Golia

Sequestrato il frantoio che scaricava nel fiume Magazzolo: l'attività operativa è stata posta in essere grazie alla segnalazione dell’associazione ambientalista "Mareamico" di Agrigento ed ha visto anche la presenza casuale della troupe della trasmissione televisiva di Italia 1 "Le Iene" con il suo inviato di punta Giulio Golia.

Il servizio, presumibilmente in onda lunedì sera, dovrebbe raccontare l'accaduto dal momento dell'"allarme" ambientale lanciato da "Mareamico" fino a un primo epilogo della vicenda.

Video - Le acque dei fiumi Naro e Magazzolo rese nere dai frantoi

E' successo ieri, infatti, che gli uomini della Polizia provinciale di Agrigento coordinati dal comandante Enzo Giglio e dal vice comandante Salvatore Lombardo, durante un controllo congiunto con Tecnici dell’Arpa, hanno provveduto a porre sotto sequestro giudiziario i silos e l’area circostante dove erano stoccate le acque di vegetazione provenienti dal ciclo produttivo di un oleificio in territorio del comune di Ribera.

Tali silos, in pessime condizioni, tracimavano da alcuni fori presenti su di essi acqua di vegetazione all’interno di un limitrofo vallone, dandone giusta comunicazione di notizia di reato alla competente Procura della Repubblica di Sciacca, per violazioni alle leggi in materia di tutela ambientale.

L'attività si è resa possibile dopo attento e capillare monitoraggio effettuato nei giorni precedenti lungo il tracciato del fiume Magazzolo; ciò ha permesso di focalizzare l’attenzione sul "frantoio incriminato” poiché si è notato che le acque di un piccolo vallone limitrofo all’impianto presentavano il tipico colore scuro delle acque di vegetazione ossidate e si notava altresì che ove tale vallone confluiva con il fiume Magazzolo le acque a monte risultavano chiare e pulite mentre a valle risultavano inquinate.

L’operazione di Polizia ambientale nasce da un controllo finalizzato ad accertare l’eventuale illegale sversamento delle acque di vegetazione nel fiume Magazzolo, che in questo particolare periodo assume una colorazione nero/violacea. Tale particolare inquinamento provoca la sottrazione di ossigeno alle acque fluviali e poi marine, con conseguenti problemi sull’habitat.

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