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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca

Il Csm sceglie il candidato palermitano: Francesco Lo Voi è il nuovo procuratore di Roma

Nominato con 19 voti a favore, prende il posto di Michele Prestipino. L'altro candidato proposto dalla commissione, il procuratore generale Firenze l'agrigentino Marcello Viola, si ferma a due preferenze

L'attuale procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, 64 anni, nominato capo della procura di Roma. Così ha deciso il plenum del Consiglio superiore della magistratura a larga maggioranza: 19 i voti a suo favore. Solo due le preferenze andate all'altro candidato proposto dalla commissione, il procuratore generale Firenze Marcello Viola. Tre gli astenuti: i laici Cavanna, Basile e Gigliotti.

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Lo Voi prende il posto di Michele Prestipino, la cui nomina, deliberata dal Csm il 4 marzo del 2020, è stata annullata dal Consiglio di Stato che ha accolto i ricorsi di due candidati allora sconfitti, il neo eletto Lo Voi e Viola. "Ringrazio il Csm e - ha detto all'Adnkronos il nuovo procuratore di Roma - abbraccio Michele Prestipino che è e rimane un grande amico ed un grande magistrato". 

Chi è Francesco Lo Voi?

Nominato, a sorpresa, procuratore capo di Palermo nel dicembre del 2014, aveva battuto due 'concorrenti' di peso, come l'allora procuratore di Caltanissetta Sergio Lari e l'allora procuratore di Messina, Guido Lo Forte. Che avevano presentato ricorso al Tar. Quella volta Lo Voi aveva ottenuto i voti, oltre che della corrente di magistratura indipendente, di cui fa parte, anche della laica di Forza Italia Maria Elisabetta Alberti Casellati, oggi presidente del Senato, oltre a quello del consigliere di magistratura indipendente Claudio Galoppi, quindi della sua corrente. Aveva guadagnato anche le preferenze dei consiglieri del centrodestra e dei laici del Pd. Entrato in magistratura dal maggio 1981, Francesco Lo Voi ha iniziato la carriera come pretore a Sanluri (Cagliari). Nel 1984 è stato giudice a Caltanissetta, poi pretore a Palermo dove dal 1990 è diventato sostituto procuratore e nel 1997 sostituto procuratore generale presso la Corte d'Appello. Ha fatto parte della Dda fin dalla sua costituzione, ha lavorato con Giovanni Falcone e con Paolo Borsellino ed ha svolto le indagini e sostenuto in dibattimento l'accusa in numerosi e gravi processi di mafia, particolarmente quello sui fratelli Salvo, sulla strage di Capaci, su Leoluca Bagarella e su Giovanni Brusca. Dal 1997 ha svolto le funzioni di sostituto procuratore generale, continuando ad occuparsi di processi di mafia in appello. Tra questi dibattimenti contro esecutori e mandanti dell'omicidio di Padre Giuseppe Puglisi, il parroco antimafia ucciso nel settembre del 1993 da Cosa nostra.

Francesco Lo Voi è stato nominato segretario generale della Procura Generale della Repubblica e punto di contatto della rete giudiziaria europea, fin dalla sua costituzione, dove ha lavorato alle procedure di cooperazione giudiziaria internazionale. Dal 2002 al 2006 è stato consigliere del Csm: per tornare poi a Palermo come sostituto pg. Nel 2007 è diventato sostituto procuratore generale in Cassazione, ruolo che ha ricoperto fino a gennaio del 2010, quando è stato nominato in rappresentanza dell'Italia a Eurojust, su indicazione dell'allora ministro Angelino Alfano. Qui ha svolto numerose consulenze sulla cooperazione giudiziaria tra i vari Stati europei, si è occupato di traffico internazionale di stupefacenti, traffici di esseri umani, reti di pedo-pornografia e grandi casi di criminalità organizzata, che hanno coinvolto cosa nostra, camorra e 'ndrangheta, frodi fiscali, corruzione internazionale, pirateria informatica. E' Lo Voi a rappresentare l'accusa nel processo a carico dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti di ufficio per la vicenda Open Arms. E' stato presente per le udienze preliminari, ma nell'ultima udienza che si è tenuta venerdì scorso, non è venuto. Il giorno prima Salvini aveva detto: "Il procuratore Lo Voi che, in Aula a Palermo ha sostenuto l'accusa nel processo Open Arms, è stato promosso procuratore capo di Roma ma sicuramente non c'è nessun nesso. È un percorso professionale meritato e chi dice il contrario mente sapendo di mentire".

 

Fonte: Adnkronos

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