Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Sciacca

Gavetta e sacrifici, Francesca: "Ho realizzato il mio sogno, ma quanto mi manca casa mia"

Un'infermiera di Sciacca a Roma. La storia di una donna coraggiosa che vive per la famiglia e per il suo lavoro

Sei un attore, imprenditore, uno studente, o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie.

Un’infermiera di Sciacca a Roma.  Anni di sacrifici veri, di gavetta con "fame" e di concorsi in diverse aziende ospedaliere. La nostalgia di Sciacca, il mare che non c’è ed il profumo di una terra che manca sempre di più. Ecco la storia di Francesca

Ciao, raccontaci la tua storia

"Mi chiamo Francesca, ho 47 anni, sono originaria di Sciacca e sono un'infermiera. Lavoro presso l'Azienda Ospedaliera S.Andrea di Roma. Mi sono trasferita all'età di 23 anni per frequentare il corso d'infermiera all'Università Tor Vergata di Roma. Anni difficili, perché studiavo e al contempo lavoravo per potermi mantenere. Finiti gli studi ho lavorato presso una clinica privata dove sono rimasta per 5 anni e nel frattempo mi  preparavo per   i vari concorsi nelle aziende ospedaliere. Nel 2005 vengo assunta al S.Andrea, dove lavoro ancora oggi".

Ti manca la tua città?

"Ho nostalgia del mio paese sempre. Mi manca tutto, il mare, a Sciacca non c'è angolo del paese in cui non riesci a vederlo e a sentirne il profumo. Ma soprattutto mi manca la mia famiglia. Come dico sempre " puoi vivere nella città più bella del mondo, ma non sarà mai come casa tua".

In cosa, secondo te, deve migliorare la tua città?

"La mia città dovrebbe essere amata e valorizzata di più. Una città che potrebbe vivere di turismo sempre. Abbiamo le Terme che sono chiuse, le piscine di acqua sulfurea  chiuse,  le grotte vaporose naturali di S.Calogero chiuse, strutture alberghiere chiuse. Tutte risorse preziose che se sfruttate darebbero lustro, valore a tutta la Sicilia e soprattutto lavoro a tante persone".

Hai un consiglio per i giovani agrigentini?

"Ai giovani dico "osate" non abbiate paura, non arrendetevi mai, credete in voi stessi e costruitevi il vostro futuro. Quando sono andata via da Sciacca ero molto spaventata, ma la mia determinazione, il coraggio,  la voglia di farcela mi hanno aiutata a realizzare il sogno di poter fare il  lavoro che avevo scelto".

Sogni di tornare?

"Dico sempre che un giorno sarei felice di trascorrere gli anni da pensionata a Sciacca. Adesso non potrei ho costruito la mia famiglia a Roma, ho un compagno e una bimba di 5 anni". 

Qual è il tuo più grande sogno professionale?

"Il mio sogno professionale l'ho realizzato diventando infermiera. Prendermi cura della gente e sentirli dire "grazie per quello che fate" in questo particolare momento storico è una grande soddisfazione e mi rende orgogliosa di essere un'infermiera".

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