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Cronaca

La frana del Viale della Vittoria, in aula tecnico della Protezione Civile: "Non c'erano segnali particolari"

Un ingegnere racconta in aula di avere eseguito alcuni sopralluoghi, su segnalazione dell'amministratore di condominio, senza avere percepito il rischio di quello che sarebbe successo

"Nel 2011 abbiamo eseguito diversi sopralluoghi in seguito alla segnalazione di rischio di crolli da parte dell'amministratore di condominio e, in quella circostanza, non sono stati riscontrati segnali di allarme imminenti". Lo ha detto in aula un tecnico della Protezione civile, intervenuto in seguito alla segnalazione dell'amministratore di condominio delle palazzine del Viale della Vittoria evacuate in seguito alla frana.

Il processo, in corso davanti al giudice Manfredi Coffari, è quello per il crollo del costone, avvenuto il 5 marzo del 2014, che provocò l'evacuazione dell'intero palazzo poco distante. Una settantina di famiglie e svariate attività, per anni, furono sgomberate.

Sotto accusa, per l'ipotesi di reato di disastro colposo, l’ex sindaco e attuale assessore regionale Marco Zambuto, il dirigente dell’ufficio tecnico comunale, Giuseppe Principato, e i tre presunti proprietari dei terreni prospicienti il costone dei cosiddetti Palazzi Crea le cui condizioni fatiscenti avrebbero provocato la frana. Si tratta di Maria Isabella Sollano, 80 anni, e dei figli Valentina e Oreste Carmina, 54 e 50 anni. 

L'ingegnere della Protezione civile, citato dall'avvocato di parte civile Maria Luisa Butticè, ha spiegato di essersi attivato nel 2011, in seguito alle segnalazioni dell'amministratore di condominio, per eseguire alcuni sopralluoghi dai quali non sarebbero emersi particolari segnali di allarme. 

Zambuto e Principato, secondo quanto ipotizza l'accusa, "sapevano già due anni prima del crollo della grave situazione di pericolo”, tanto che avevano messo per iscritto anche un’ordinanza di messa in sicurezza ma senza preoccuparsi che venisse rispettata come, invece, impone la legge.

Ai proprietari dei terreni prospicienti il costone del viale della Vittoria viene contestato, invece, di non avere adempiuto ad un’ordinanza, emessa il 5 aprile del 2011 dallo stesso Zambuto. 

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