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Cronaca

Mayer si toglie qualche "sassolino", il diesse: "Critiche alla Fortitudo? Non c'è obiettività"

Il dirigente della Moncada è un fiume in piena. Nella conferenza stampa di questa mattina, il direttore sportivo ha - in parte - bacchettato l'atteggiamento della tifoseria agrigentina

La Fortitudo si prepara al meglio per affrontare Tortona. In sala stampa, Cristian Mayer – diesse dei biancazzurri – e Albano Chiarastella, capitano della Fortitudo. Il dirigente della Moncada, è un fiume in piena. Meno spettatori al palazzo biancazzurro e qualche mugugno di troppo, Mayer toglie qualche sassolino dalla scarpa.

"In campionato? Siamo a due punti dai nostri obiettivi, ottimi obiettivi - ha detto. Le squadre che sono sopra di noi, sono quelle che hanno cambiato meno. Legnano ha tenuto un americano in più. Biella ha mantenuto entrambi gli americani, queste cose qui le valuto e le tengo in considerazione. Le valutazioni che vengono fatte, spesso le si fanno in base ad una partita, questa è davvero tanto sbagliato. Ad Agrigento esternamente si fanno errate valutazioni, questo mi fa sempre più pensare che la piazza non è pronta, non mastica pallacanestro a 360 gradi. Ci vuole molto più tempo, per assimilare dei concetti che mi sembrano lontani. La squadra merita delle critiche, siamo i primi noi a farlo, è giusto stimolare continuamente i giocatori a fare meglio. Non è giusto avere un atteggiamento critico e di pessimismo comune, non fa bene a nessuno. Domenica, abbiamo avuto molte meno presenze al palazzetto, questo penso sia la colpa di tutti. Disastro a Rieti? Non la penso così. Ha giocato in un ambiente ostile, forse come non mai in questi anni. La squadra ha lottato fine alla fine, come contro Legnano. Tortona è fiduciosa, noi sentiamo la tensione, ma questo è normale. Loro hanno vinto nove partite su dieci, è una questione mentale. Critiche Bell Holter? Non mi danno fastidio. Damen non sta facendo bene, è molto discontinuo".

"Quest’anno - prosegue - si cerca si cerca sempre di trovare varie soluzioni. Meno gente al PalaMoncada? Non chi dà fastidio, mi dispiace. Abbiamo bisogno il supporto di tutti. Il palazzetto gremito influisce tanto, su tutto. E’ innegabile. Ad Agrigento domenica il pubblico si è scaldato solo nell’ultimo minuto, io non critico il pubblico, ringraziamo chi c’è. Vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, è questione di mentalità. Anche quando si fa bene, ci sono critiche. Manca un po’ di obiettività, ma forse anche un po’ di cultura cestistica. Ogni anno avevamo sempre accumulato un po’ di tifosi in più. Reazione della squadra dopo le parole di Moncada? Penso - dice Mayer - che con il meno trenta subito Bologna, la reazione veniva fuori lo stesso. Le persone si stimolano in tantissimi modi, chiaramente non pubblicizziamo i nostri modi di farlo, sono cose nostre, situazioni di spogliatoio, non ci sono ricette particolari. Non si possono trovare gli stimoli attraverso le critiche".

Sulla scia di Mayer anche Albano Chiarastella: "L’errore più importante che si fa ad Agrigento è quello che si parte dalla finale contro Torino. Neanche noi, quell'anno, pensavamo di arrivare così lontano. Sembra quasi che se la Fortitudo, non tocca il primo posto in campionato, la stagione diventa fallimentare. Non è cosi, purtroppo quest’anno abbiamo perso più di una partita, ma prima di criticare bisogna guardare la classifica. Non stiamo facendo così male. Ho anche letto qualcosa che mi ha dato fastidio. Chi scrive alcune cose - dice Chiarastella - deve avere una mentalità storica giusta. Noi siamo molto attaccati a questa maglia, io le accetto le critiche, però non voglio che ci sia una memoria corta".

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