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Forniture di ossigeno terapeutico, denuncia di Arnone

Forniture di ossigeno terapeutico, denuncia di Arnone

Forniture di ossigeno terapeutico, denuncia di Arnone

Il consigliere comunale denuncia la situazione di disagio in cui versano anziani e degenti

Intervento di Giuseppe Arnone (Pd), dopo le pressanti segnalazione ricevute sulla grave situazione di disagio in cui versano anziani e degenti, che necessitano le forniture domiciliari di ossigeno terapeutico.

Scrive Arnone: "il sottoscritto ha ricevuto pressanti segnalazioni riguardanti l’ennesima 'riorganizzazione', operata, in danno agli utenti e al diritto alla salute, dal manager Asp, recentemente e molto opportunamente destituito, dottore Oliveri. Oliveri, mediante suoi collaboratori, ha ritenuto di apportare una 'riforma' delle procedure di fornitura dell’ossigeno ai pazienti domiciliari, che ha notevolmente peggiorato le modalità di accesso a tale servizio, con 'sospetti' di aggravio dei costi, mediante la istituzione di un monopolio delle forniture".

"Va premesso che
- continua la dura nota di Arnone - normalmente, a necessitare di prestazioni di ossigeno sono soggetti anziani, con difficoltà di deambulazione, difficoltà ad allontanarsi dal proprio domicilio, difficoltà a partecipare ad attività fortemente burocratizzate, con faticoso girovagare presso enti pubblici, o sobbarcarsi file e attese. Prima di questa 'riforma epocale', per ottenere l’ossigeno era sufficiente rivolgersi al proprio medico di famiglia il quale, per operare la prescrizione, si recava eventualmente presso il domicilio dell’infermo. Ottenuta la prescrizione dal proprio medico, il paziente chiedeva alla farmacia di fiducia la fornitura e detta farmacia provvedeva a disporre il trasporto dell’ossigeno
direttamente presso l’abitazione del malato
.

"Adesso si è istituito un monopolio delle forniture - ribadisce Arnone - scavalcando le singole farmacie che agevolmente provvedevano alle relative incombenze, si è concentrata la fornitura presso un’unica ditta monopolista e, per realizzare questo 'disegno', gli infermi devono: sottoporsi periodicamente ad una visita da parte di uno pneumologo di fiducia dell’Asp, che più visite effettua, più guadagna. La visita non è domiciliare, bensì presso l’ambulatorio del medico pneumologo; effettuata la visita pneumologica, che di massima avviene presso una struttura distante dagli uffici dell’Asp presso l’ex manicomio, l’infermo deve poi recarsi a completare la pratica in questi ultimi uffici, con lungaggini burocratiche evidentemente non compatibili con lo stato di salute di chi necessita dell’ossigeno. Di conseguenza, l’infermo deve chiedere la “cortesia” ad una terza persona di accompagnarlo e aiutarlo in questa vera e propria 'odissea burocratica'; anziani malati cronici che necessitano stabilmente di terapie con l’ossigeno e che dimorano abitualmente a Licata presso congiunti, mi segnalano che questo 'gioco dell’oca' viene imposto con cadenza bimensile. Cioè, nella fantasiosa speranza che il cronico guarisca, arricchita dalla totale sfiducia nel medico curante (scambiato per un potenziale malfattore), ogni due mesi si costringe l’infermo e il suo accompagnatore a ripetere tutto questo 'giochino'; Com’è noto, il sottoscritto nutre la massima sfiducia nelle prassi adottate dall’ex manager Oliveri".  

Infine Arnone chiede al commissario e all’Assessore regionale, nell’interesse degli infermi agrigentini "di ripristinare il precedente servizio, efficiente per garantire il diritto alla salute di infermi così gravi, senza sobbarcare gli infermi e l’Asp di inutili giri burocratici; di verificare quale utilità (o, al contrario, quale aggravio di costi) abbia comportato per l’Azienda Sanitaria tale incomprensibile 'riforma', considerati anche i costi che gravano sull’Azienda per via del coinvolgimento, ai fini di mero controllo, delle strutture di pneumologia, inutilmente intasate; di conoscere se risulta vero che la gara per l’affidamento della fornitura di ossigeno abbia avuto lo sconcertante esito di un unico soggetto partecipante, d’obbligo vincitore, verificando nel contempo le ragioni per le quali gli altri soggetti imprenditoriali che sino a quel momento avevano concorso a fornire, in regime di libera concorrenza, l’ossigeno, siano rimasti fuori dalla gara in questione;di consultare l’Ordine dei Farmacisti o le associazioni di categoria per raccogliere le osservazioni e le proteste dei medesimi, che potrebbero contribuire a mettere in luce lo sconcertante quadro esistente dietro la presente vicenda".

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