Cronaca

Oneri di compensazione per il rigassificatore, i soldi delle mille polemiche e dell'inchiesta della Procura

Tramontata ogni ipotesi di collegamento con le vicende indagate dalla Corte dei conti, l'attenzione si sposta su fondi al centro degli attacchi politici da anni

Alla fine sono stati gli atti formali, quelli notificati ai diretti interessati oggetto degli avvisi di garanzia, a sgomberare il campo dalle ipotesi, come quelle che in parte avevamo rilanciato sulla possibilità che l'interessamento della Procura della Repubblica di Agrigento fosse connessa ad uno strascico (che comunque nessuno esclude in una seconda fase, a leggere le parole dei giudici contabili) delle indagini della Corte dei Conti sul Comune di Porto Empedocle. Quel capitolo non c'entra con l'accusa di falso oggi avanzata nei confronti dell'ex sindaco, dell'ex dirigente finanziario e di diversi ex revisori dei conti - alcuni dei quali, per strano scherzo del destino, furono quelli che segnalarono alla Corte dei Conti proprio l'utilizzo irregolare dell'anticipazione. 

Dietro l'avviso di garanzia, l'ombra della Corte dei Conti 

La vicenda che oggi fa tremare palazzo dei Giganti, ma che sembra complessivamente aver ammutolito la politica, anche quella di opposizione più intransigente, è connessa invece a soldi che da anni sono oggetto di polemiche: i milioni di euro erogati a Porto Empedocle per un rigassificatore poi mai realizzato. Soldi che, inutile nascondersi, hanno rappresentato uno strumento essenziale per l'allora sindaco Lillo Firetto, perché hanno consentito ad un Comune sostanzialmente "povero" (scarsissime percentuali di incasso dalle tasse ma anche rispetto ad entrate alternative come gli affitti delle case popolari) di rappresentare per anni un vero e proprio "faro" a livello provinciale dove erano periodici gli eventi pubblici, dove era possibile progettare interventi di riqualificazione su vasta area e - e questa è l'accusa della Procura - si continuava a mandare avanti un bilancio praticamente già morto.

"False attestazioni sul patto di stabilità", indagato il sindaco Firetto

Il sistema ipotizzato è infatti relativamente semplice: le somme provenienti dall'Enel venivano "stirate" e tappavano i buchi del bilancio in modo sistematico. Per fare un esempio tra quelli citati dalla Procura, nel 2012 il sindaco, in concorso con Salvatore Alesci e i revisori dei conti Coppa, Prato e Presti "indicava quali entrate accertate a titolo di royalties corrisposte dalla Nuove energie Srl l'importo complessivo di 5.300.000 euro di cui 3milioni di euro come importo di competenza dell'anno 2012 e 2.300.000 euro come anticipo per l'anno 2013 oltre a 400mila euro come residuo attivo dell'anno 2011, a fronte di un importo di soli 2.200.000 euro effettivamente versato, in tal modo determinando artificiosamente un saldo finanziario positivo pari a 1.062.651 euro e dissimulando un saldo finanziario negativo di 2.037.000".

Se queste le tesi accusatorie che devono essere tutte provate e che i diretti interessati hanno già respinto, va detto - ai fini della mera narrazione degli eventi - che il Comune ha ricevuto in totale 14 milioni di euro di royalties.

Cos'è il patto di stabilità e perché poteva essere utile "taroccarlo"?

E sempre al fine di dare un quadro completo degli eventi, va raccontato che a fine dello scorso anno il collegio dei revisori dei conti si è accorto che erano stati calcolati male i residui. In fase di revisione straordinaria degli stessi, infatti, i tecnici effettuarono una vera e propria “inversione ad U” (che non passò inosservata alla Corte dei conti), individuando delle poste non contabilizzate che portarono da un avanzo dichiarato di 3 milioni e 180mila euro ad un passivo di oltre 8 milioni, per, quindi, 12 milioni di euro complessivi da spalmare fino al 2044 sulla spalle degli empedoclini. Perché un errore tanto macroscopico? Perché i revisori hanno cambiato il proprio stesso parere?

Bilanci falsificati, complessivamente otto gli indagati 

In attesa del proseguo delle indagini c'è poi un altro interrogativo: perché è coinvolto il sindaco? Gli strumenti finanziari sono atti approvati dalla Giunta, i pareri sono dei tecnici che in linea teorica hanno una loro indipendenza - a meno che non si provino atti in senso contrario - e allora perché l'imputazione diretta del primo cittadino? Proprio la Corte dei Conti, nell'assolvere Firetto e Alesci dal presunto danno erariale avevano ribadito con chiarezza che il ruolo del dirigente era distinto da quello del politico. E allora che è successo? 

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