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IL FATTO: Firetto: "Interesse nazionale per il porto, ma non per la sua pulizia"

IL FATTO: Firetto: "Interesse nazionale per il porto, ma non per la sua pulizia"

IL FATTO: Firetto: "Interesse nazionale per il porto, ma non per la sua pulizia"

Lettera di protesta del primo cittadino empedoclino in quanto il Comune, pur non avendo alcun...

Con la problematica relativa all’immigrazione, il Governo nazionale è tornato ad accendere i riflettori sul porto empedoclino a causa delle migliaia di migranti soccorsi in mare. Proprio di recente, infatti, il Ministero ha ribadito l’importanza dello scalo portuale empedoclino che, in virtù dell’articolo 4 della legge numero 84 del 28 gennaio 1994, viene considerato porto di seconda Classe e Categoria “di rilevanza economica nazionale”.

La pulizia dello scalo portuale, che da tempo lasciava molto a desiderare, da tre mesi a questa parte  viene effettuata dal Comune di Porto Empedocle che, pur non avendo alcun titolo od obbligo, ha anticipato somme per non lasciare lo scalo portuale in mezzo alla sporcizia. Il sindaco di Porto Empedocle, Lillo Firetto, aveva però chiesto lumi al Ministero delle Infrastrutture circa la possibilità di recuperare le somme spese per la pulizia.

A fronte di ciò, il Governo nazionale, attraverso  il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in una recente lettera al Comune , fa sapere che “per la pregressa insufficienza di fondi”, non è nelle condizioni di provvedere al servizio di pulizia, scerbatura e manutenzione ordinaria dell’area portuale. Questi costi, quindi, dovranno per forza di cose, gravare sulle casse del Comune anche se l’Ente locale non ha alcun titolo di competenza sul porto.

Immediata la replica del sindaco Lillo Firetto: “Per il Ministero il problema è risolto. Basta semplicemente dire che non esiste. Porto Empedocle costituisce, con Lampedusa, il caposaldo di una calda cerniera del Mediterraneo i cui riflettori sono insistentemente accesi da un decennio. La risposta del Governo – ha concluso il sindaco Lillo Firetto – è non assicurare neppure i servizi essenziali all’interno dello scalo marittimo”.

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