Martedì, 16 Luglio 2024

Allarme truffe fatte da finti carabinieri e avvocati, questore e comandante provinciale dell'Arma: "I più giovani sensibilizzino e richiamino alla prudenza gli anziani"

Tommaso Palumbo: "Nessuna forza di polizia vi chiederà mai soldi per evitare azioni giudiziarie a carico dei vostri familiari". Nicola De Tullio: "È necessario rispettare una regola molto semplice, in caso di dubbio contattare il 112 anche soltanto per un consiglio"

Polizia e carabinieri non lo negano. C'è preoccupazione per il crescendo di truffe che hanno come vittime non soltanto gli anziani. L'impennata di raggiri, tanto ad Agrigento quanto nel resto della provincia, hanno portato il questore Tommaso Palumbo e il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Nicola De Tullio, a richiamare, attraverso AgrigentoNotizie, l'attenzione di tutti, dei più giovani soprattutto "affinché allertino gli anziani e li sensibilizzino a non fidarsi di nessuno".  

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"Tantissimi i casi, soprattutto negli ultimi due mesi - spiega, ad AgrigentoNotizie, il questore Tommaso Palumbo - . La modalità è sempre la stessa: ci sono delle persone che al telefono o direttamente al citofono, si spacciano per appartenenti a forze di polizia e, assieme a un sedicente avvocato, parlano di incidenti stradali. Per evitare ogni tipo di azione giudiziaria viene pattuita una cifra, spesso anche in gioielli. È importante chiarire che nessuna forza di polizia mai farebbe questa richiesta, perciò il campanello d'allarme deve immediatamente suonare nella testa delle persone che si trovano in situazioni del genere. Immediatamente va fermata la conversazione e vanno chiamate le forze di polizia. Mai nessuna forza di polizia avrà questo tipo di comportamento - ha ribadito, più volte, il questore di Agrigento - . Nessuno vi chiederà soldi per evitare azioni giudiziarie a carico dei vostri familiari. Un altro segnale di allarme è che spesso c'è qualcuno che si presenta alla porta di casa, mentre il telefono viene tenuto occupato dall'altro interlocutore truffatore. Lo fanno per non dare modo di contattare i familiari. E anche questo è un altro segnale che vi deve mettere in allarme - lancia l'appello il questore - . Non si tratta di indizi, ma di sicurezza matematica che siete finiti nel mirino dei truffatori". 

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"È necessario che questo subdolo fenomeno venga affrontato non solo sul fronte investigativo, ma soprattutto dal punto di vista della prevenzione. È sulla prevenzione che si gioca la partita più importante - ha detto, ad AgrigentoNotizie, il comandante provinciale dell'Arma dei carabinieri, il colonnello Nicola De Tullio - . Bisogna parlarne, noi lo facciamo nei centri di aggregazione degli anziani, presso le parrocchie, ma bisogna parlarne anche in famiglia. È importante diffondere questi messaggi sui social perché i più giovani possano diventare tramite per raggiungere i più anziani e sensibilizzarli sui pericoli che questi tentativi possono comportare. Lo schema, e questo è un vantaggio, si ripete: viene fatto leva su un senso di colpa, sulle paure, sugli affetti più cari. Un primo consiglio - ha aggiunto il colonnello De Tullio - è quello di interrompere la telefonata e chiedere aiuto per verificare che si tratta di un tentativo di truffa. È necessario rispettare una regola molto semplice: in caso di dubbio contattare il 112, anche soltanto per un consiglio. L'appello che faccio è: diffondere queste informazioni, parlare dei pericoli e delle modalità più diffuse di truffa". Il comandante provinciale dell'Arma dei carabinieri ha evidenziato anche che il fenomeno colpisce le vittime più vulnerabili e sole, persone che vengono poi colte da senso di vergogna per essersi fatte raggirare.

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