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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

"Falsi invalidi per i benefici della 104", chiusa inchiesta per altri 80 indagati

Il pm Andrea Maggioni ha fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini a medici e finti ammalati

Patologie aggravate o del tutto simulate che servivano, in base alla famosa “legge 104”, per ottenere trasferimenti in sedi lavorative nella propria provincia di residenza: tre anni dopo il blitz della polizia, scattato il 22 settembre del 2014, la Procura tira le somme del secondo filone di inchiesta. Il pubblico ministero Andrea Maggioni ha fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini a ottanta indagati.

Nella nuova lista degli ottanta indagati, ai quali si contestano i reati di falso e truffa, ci sono medici e finti invalidi o ammalati. L’indagine si è sviluppata sulla base della consulenza tecnica che ha già portato al primo processo in cui si contestava, per alcuni imputati, anche l’associazione per delinquere.

Alcuni degli indagati sono comuni col processo principale. Il primo nome della lista è proprio quello del favarese Antonio Alaimo, il bidello che avrebbe organizzato, con la complicità di faccendieri e pubblici funzionari, le sceneggiate dei finti trasporti in ambulanza per sottoporsi alla visita in commissione di invalidità, salvo poi scendere e procedere a piedi dopo avere acceso una sigaretta con la convinzione di non essere visti da nessuno. In realtà le telecamere nascoste dalla Digos hanno immortalato tutto.

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