Cronaca Favara

"Non simulò dissociazione di pentito", chiesta assoluzione di un avvocato

Secondo il pm, il penalista Salvatore Cusumano non ha commesso alcun favoreggiamento. La difesa: "Vicenda paradossale, dato credito a chi ha cambiato 7 versioni diverse". Spunta pure un anonimo: "Non c'entra nulla, lo dobbiamo dire"

Assoluzione perchè il fatto non sussiste. Il pubblico ministero Roberto Gambina chiede il proscioglimento dell'avvocato Salvatore Cusumano, 42 anni, di Favara, finito a processo con l’accusa di favoreggiamento nei confronti di un cliente.

L'imputazione, alla quale si arriva dopo la decisione del gip Francesco Provenzano di rigettare la richiesta di archiviazione formulata dal pm Alessandra Russo, scaturisce dalla diffusione agli organi di stampa di una lettera aperta con la quale una donna - Angela Russotto -, sorella di Gerlando, un cliente di Cusumano, si dissociava pubblicamente dalla scelta del compagno Mario Rizzo di avviare una collaborazione con la giustizia. Rizzo che, come primo passo della collaborazione, decise di accusare il cognato Gerlando Russotto facendolo arrestare con l'accusa di avere commesso un tentato omicidio in Belgio.

La Procura della Repubblica di Agrigento ipotizzava che quella lettera, consegnata ai giornali nell'agosto del 2018, sarebbe una montatura e, in particolare, che la donna si fosse dissociata dal fidanzato solo perchè Cusumano l'avrebbe costretta, come dichiarato in un primo momento, a firmare la lettera di suo pugno. La finalità del penalista, secondo l'ipotesi iniziale, sarebbe stata quella di screditare Rizzo per salvare il proprio cliente.

"Una vicenda paradossale - hanno sostenuto i difensori - gli avvocati Leonardo Cusumano e Salvatore Pennica, frutto di distorsioni e valutazioni errate del gip. Si è dato credito alle accuse di una donna che ha cambiato sette versioni per via della relazione contrastata con Mario Rizzo". 

Pennica, in particolare, ha sottolineato che "il padre della ragazza, infine, ha confermato la versione di Cusumano dicendo che la lettera è stata rielaborata dal penalista su richiesta della cliente che ha una scarsa istruzione e che è stata diffusa su iniziativa della donna". Il difensore, infine, ha esibito un anonimo, ricevuto, secondo quanto riferito in aula, nella cassetta della posta. Si tratta di uno screenshot di whatsapp in cui un mittente di nome "Mariuzzu Rizzo" dice al suo interlocutore che "Cusumano non c'entra nulla con questa storia.. lo dobbiamo dire".

Il giudice Giuseppe Miceli, dopo avere sentito la requisitoria del pm e l'arringa dei difensori, ha rinviato l'udienza al 2 marzo per emettere la sentenza. 

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