Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Canicattì

"Ha beneficiato di ingenti finanziamenti", sequestro da oltre 3 milioni per associazione di volontariato

Marito e moglie sono indagati per truffa ai danni dello Stato ed evasione fiscale. Sono accusati d'aver stipulato con l'Asp - attraverso lo schermo giuridico di una fittizia associazione di volontariato - convenzioni per l’assistenza ai malati tramite il servizio di trasporto con ambulanze

Sequestro preventivo di beni per 3.757.604,53 euro nei confronti di due responsabili - marito e moglie - di una associazione di volontariato di Canicattì. Associazione che - stando all'accusa - avrebbe beneficiato illecitamente di ingenti finanziamenti pubblici erogati dall'Asp di Agrigento. A dare esecuzione al provvedimento - emesso dal gip Francesco Provenzano su richiesta del procuratore capo Luigi Patronaggio e del sostituto Chiara Bisso - è stata la Guardia di finanza.  

I due, marito e moglie, sono indagati per truffa ai danni dello Stato ed evasione fiscale.

Il provvedimento cautelare arriva dopo una complessa attività investigativa - coordinata dalla Procura - che ha avuto origine da alcune attività ispettive di carattere fiscale eseguite dai militari della guardia di finanza nei confronti dell’associazione di volontariato “Sicania Soccorso” e dell’omonima impresa individuale, entrambe operanti nel settore sanitario.

Le indagini, anche di natura finanziaria, hanno consentito di accertare che i due indagati, titolari (di fatto e di diritto) di un’attività d’impresa a fine di lucro, attraverso lo schermo giuridico di una fittizia associazione di volontariato dagli stessi gestita, riuscivano - ricostruisce, ufficialmente, la Procura di Agrigento - a stipulare con l’Asp di Agrigento delle convenzioni per l’assistenza ai malati tramite il servizio di trasporto con ambulanze (svolto essenzialmente presso il distretto sanitario di Canicattì), beneficiando illecitamente dei contributi pubblici destinati, per legge, in via esclusiva, al rimborso delle spese sostenute dai volontari che svolgono, in forma associativa, servizi assistenziali senza finalità lucrative ed in forma gratuita.

Le somme di denaro accreditate dall’Asp sui conti della “Sicania Soccorso”, non venivano utilizzate - prosegue l'accusa - dall'apparente associazione di volontariato, ma venivano dirottate, con artifizi fiscali e falsa documentazione, nella disponibilità dell’impresa dei due indagati. Questo ha consentito ai due coniugi, al contempo, di acquisire illecitamente i fondi concessi dall’Asp e dal ministero erogati in favore dell’associazione di volontariato e svolgere invece una piena attività a fine di lucro nella gestione del servizio ambulanze, facendo pagare il servizio agli utenti ed intascando, attraverso fittizie operazioni bancarie e del tutto in nero, somme rilevanti ed in maniera del tutto illecita. 

"Tra l’altro, all’associazione di volontariato sono state addebitate spese personali dei due indagati del tutto estranee, per loro caratteristiche, all’espletamento delle attività dell’ente, quali l’acquisto di costose autovetture di grossa cilindrata per oltre centomila euro - scrive la Procura - .  L’attività illecita ha consentito agli indagati di ottenere un illecito indebito risparmio fiscale quantificato in 416.886,19 euro e di percepire indebitamente erogazioni e contributi pubblici ammontanti a complessivi  3.340.718,34 euro".

Nel corso delle operazioni di perquisizione, i militari della guardia di finanza hanno rinvenuto nei luoghi nella disponibilità dei  coniugi denaro contante per 109.000 euro. Sequestrati anche disponibilità nei rapporti bancari per ulteriori 100.000 euro circa, 2 motocicli, 13 autoveicoli, tra cui due costosi Suv, 9 immobili e l’intero capitale sociale di una società che gestisce tre attività di ristorazione, tra cui uno dei più frequentati locali della movida agrigentina, nella rinomata località balneare di San Leone.

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