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Procura / Palma di Montechiaro

L'inchiesta sulla morte del feto, si analizzano le cartelle per individuare chi s'è occupato della puerpera

Ai sanitari che verranno iscritti nel registro degli indagati, a loro stessa garanzia, verrà data la possibilità di partecipare, con un proprio consulente di fiducia all’irripetibile esame autoptico

Acquisite le cartelle cliniche della casalinga ventiseienne, per l’intera giornata di ieri, carabinieri e sostituto procuratore di Agrigento si sono occupati dell’analisi di tutto il periodo gestazionale della donna, passando in rassegna tutti i sanitari che si sono occupati della donna e della sua gravidanza. E’ scontato che la Procura della Repubblica iscriverà nel registro degli indagati, per omicidio colposo, coloro che appunto hanno seguito, soprattutto negli ultimi tempi, la puerpera. Verrà data infatti ai sanitari, a loro stessa garanzia, la possibilità di partecipare, con un proprio consulente di fiducia all’irripetibile esame autoptico. Si terrà infatti sabato mattina, nella camera mortuaria dell’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” di Licata l’autopsia sul feto – una bambina - che ha perso la vita nel grembo materno.

Era tutto pronto per la festa, ma il feto è morto nel grembo della mamma: aperta inchiesta e disposta autopsia

A presentare una denuncia – alla stazione dei carabinieri di Licata – era stato, subito dopo aver appreso della tragedia - il papà, un bracciante agricolo ventinovenne di Palma di Montechiaro. La Procura ha, naturalmente, aperto un fascicolo d’inchiesta ed ha disposto l’acquisizione delle cartelle cliniche della puerpera, nonché l’autopsia sulla salma della nascitura che è stata intanto portata all’obitorio del presidio ospedaliero.

La piccina doveva venire alla luce nel giro di pochi giorni. Anziché vivere dei momenti di grande gioia, la coppia si è ritrovata ad affrontare la tragedia. E secondo la denuncia dell’uomo, tutto sarebbe imputabile alla negligenza e imperizia dei medici dell’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” di Licata. Ma sarà naturalmente l’inchiesta della Procura, che si baserà anche sulle risultanze dell’autopsia, a stabilire cosa sia effettivamente accaduto e se vi siano o meno delle responsabilità.

Martedì, giorno di Ognissanti, la puerpera, durante una visita medica, ha avuto la terribile notizia del decesso del feto che portava in grembo. La donna, una casalinga ventiseienne, era ricoverata al reparto di Ostetricia e Ginecologia. Non è, per sua fortuna, in pericolo di vita, ma la piccina che portava in grembo è deceduta.

Nelle prossime ore, inevitabilmente, più sanitari verranno iscritti – per il decesso intrauterino – nel registro degli indagati. E verrà data loro, inevitabilmente, la possibilità di nominare un avvocato e un consulente di parte di fiducia. Consulente che, a garanzia dell’indagato, potrà appunto partecipare a quello che è un irripetibile esame: l’autopsia appunto.

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