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Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca Valle dei Templi

Festival delle Scienze, il “respiro dell’universo” spiegato dall’astrofisico

Il ricercatore Luigi Pulone, dell’Osservatorio astronomico dell’Inaf di Roma, sarà per la prima volta ad Agrigento, l’11 agosto al tempio di Giunone, per parlare delle onde gravitazionali

“Il respiro dell’universo, segnali dallo spazio tempo”. Questo il tema dell’incontro con il ricercatore Luigi Pulone, dell’Osservatorio astronomico dell’Inaf di Roma, che sarà per la prima volta ad Agrigento, l’11 agosto al tempio di Giunone, nell’ambito del Festival delle Scienze. Un argomento complesso che parte dalla scoperta, dopo oltre un secolo di verifica sperimentale, delle onde gravitazionali, osservate per la prima volta due anni fa.

Per capire qualcosa di più, abbiamo parlato con l’astrofisico, che, tra l’altro, ha lavorato allo European Southern Observatory studiando l’evoluzione e le distribuzioni di masse stellari negli ammassi globulari ed ha partecipato allo sviluppo di parte del software per l'analisi dei dati provenienti dal satellite astrometrico europeo Gaia, come responsabile per il software di separazione di spettri in campi stellari densi.  

Dottor Pulone, ci spieghi meglio, cosa è stato scoperto due anni fa?

“Grazie ad una sofisticatissima antenna è stato osservato per la prima volta un segnale interpretato come onda gravitazionale. Si tratta di un progetto nato da una collaborazione tra istituti americani e l’Istituto nazionale di fisica nucleare, per cui anche se l’osservazione è stata fatta negli Stati Uniti, il merito va a una comunità di fisici americani, italiani, olandesi e tedeschi”.

Perché si parla di una scoperta storica?

“Perché è un’ulteriore conferma della teoria della relatività di Einsterin, che 100 anni fa aveva predetto la possibile rivelazione di queste onde gravitazionali che sono una sorta di sisma non della terra, ma dello spazio tempo stesso”.

Può spiegarci meglio?

“Noi ci muoviamo in uno spazio a quattro dimensioni, si tratta della struttura in cui tutte le cose esistono, che viene messa in discussione da eventi di energia eccezionale. L’elemento che ha dato origine a tutto questo è accaduto un miliardo e trecento milioni di anni fa in una galassia lontana, ed è stato causato dall’urto di due buchi neri di massa diversa. La scoperta è stata possibile grazie a queste antenne gravitazionali in grado di misurare distanze piccolissime, inferiori alla dimensione di un protone”.

Lei è stato centometrista, mimo, attore girovago e bobbista della nazionale italiana. Attività lontane anni luce dalla ricerca scientifica, ci sono comunque degli elementi di collegamento?

“Sì, da un lato la tenacia dello sport, con gli allenamenti e le gare, e dall’altro la creatività del teatro sono elementi che fanno parte del mestiere del ricercatore e che porto sempre con me”.

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