Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

La Chiesa festeggia il patrono dei giornalisti, Damiano: "Smascherate le parole false e distruttive"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

vi giunga il mio saluto e il mio abbraccio  nella memoria di san Francesco di Sales, vostro patrono.

A causa dell’emergenza sanitaria in corso, il tradizionale momento di fraternità e riflessione sul messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni è stato rimandato. Sarebbe stato bello ritrovarci insieme per considerare il ruolo centrale dei mass media e le sfide che anche questo tempo pandemico pone.

Il 24 gennaio , festa del vostro Patrono, viene reso pubblico il messaggio

“Vieni e vedi” (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone come e dove sono” che Papa Francesco indirizza in occasione della 55ma giornata delle comunicazioni sociali che celebreremo il prossimo maggio. Sullo sfondo del testo ci sono le parole che l’apostolo Filippo rivolge su Gesù a Natanaele, scettico sull’identità del Maestro proveniente dal villaggio di Nazareth.

L’obiezione di Filippo “Vieni e vedi” è illuminante tanto per l’impegno di annunciare la gioia del Vangelo quanto per il lavoro di raccontare le notizie.

“L’annuncio cristiano - come ricorda il comunicato della sala stampa vaticana - prima che di parole, è fatto di sguardi, testimonianze, esperienze, incontri, vicinanza. In una parola, vita”.

Anche il dovere di cronaca e la necessità dell’informazione nascono dall’incontro con la vita vera delle persone, dall’incrocio degli sguardi, dalla condivisione delle gioie e dei dolori del mondo, dal desiderio di verità che alberga del cuore di ogni uomo! Il tempo della pandemia ci sta facendo prendere coscienza che la comunicazione  in maniera immateriale - ma non per questo meno reale - permette di superare ogni distanziamento sociale imposto per contrastare i contagi, rende vicini, fa incontrare i volti e fa conoscere le storie della gente la dove vivono, lavorarono, soffrono, lottano e sperano.

L’attuale scenario economico e sociale ci sprona a costruire una informazione corretta e libera, verificata e attendibile, coraggiosa e profetica, limpida e adeguata, capace di coniugare il diritto di cronaca con la privacy delle persone, di mettersi a servizio del bene comune e di rifuggire a ogni forma di compromesso e manipolazione. Informare in un tempo inedito e pieno di incertezze richiede un supplemento d’impegno che, ne sono certo, non farete mancare al nostro territorio!

Oggi, più che mai, il vostro lavoro aiuta il formarsi delle opinioni e delle coscienze, ma anche contribuisce a dare voce a quella platea di nuovi poveri che non hanno voce e sono vittime di disuguaglianze e indifferenza.

So bene che la vostra professione – in un settore, quello editoriale, che sta attraversando una crisi senza precedenti – è mortificata dalla precarietà lavorativa e dai compensi inadeguati. Il tutto non solo crea un danno all’informazione, impareggiabile bene pubblico di rilevanza costituzionale, ma anche rende cupo l’orizzonte dei giovani che compiono i primi passi nel mondo della comunicazione.

Carissimi amici, l’annuale ricorrenza della memoria liturgia di San Francesco di Sales coincide con la domenica della Parola voluta da Papa Francesco per aiutarci a riscoprire la forza e la centralità della parola di Dio nella vita della Chiesa. Mi piace pensare che la parola di Dio, al medesimo tempo dolce e amara, possa ispirare le vostre parole dette e scritte! “La comunicazione - ricordava Papa Francesco il 29 settembre del 2019 ai giornalisti in occasione del 60° anniversario dell’Ucsi - ha bisogno di parole vere in mezzo a tante parole vuote. E in questo avete una grande responsabilità: le vostre parole raccontano il mondo e lo modellano, i vostri racconti possono generare spazi di libertà o di schiavitù, di responsabilità o di dipendenza dal potere… solo con l’uso di parole di pace, di giustizia e di solidarietà, rese credibili da una testimonianza coerente, si possono costruire società più giuste e solidali. Purtroppo però vale anche il contrario. Possiate dare – concludeva Papa Francesco -  il vostro contributo per smascherare le parole false e distruttive”.

A nome della Chiesa agrigentina, unitamente all’Arcivescovo Francesco desidero, esprimere la gratitudine per il vostro impegno quotidiano a servizio del nostro territorio e della Chiesa agrigentina.

In attesa di incontrarvi personalmente, assicuro il mio ricordo nella preghiera per voi, le vostre famiglie e la vostra professione.

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