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Sarà una festa di San Calogero “diversa” con le nuove regole imposte dalla Questura: sui social la città si divide

Alcuni apprezzano la volontà di garantire un maggiore livello di sicurezza, altri invece condannano fermamente la decisione sostenendo che è stata “uccisa” una tradizione che ha radici antichissime

Nella memoria di tutti gli agrigentini di ogni età è scolpita l’immagine della scalinata e del sagrato della chiesa di San Calogero con tantissime persone in attesa di salutare il “Santo Nero”: un abbraccio corale sotto il cocente sole d’estate, tra corpi sudati che si affannano a raggiungere quel simulacro che, nei primi minuti di processione, prima di raggiungere il percorso principale, sembra intrappolato in una sorta di catino, dove tutti cercano di salire, di aggrapparsi anche per pochi secondi per strappare un bacio o una promessa.

Tante fotografie conservate nei cassetti, negli album di famiglia, in collezioni che spesso costituiscono mostre a tema su una "storia tutta agrigentina" fanno vedere i fedeli, i devoti, i portatori che si stringono visceralmente alla statua. Tutto ciò, almeno con queste modalità, salvo "marce indietro" nelle prossime edizioni, sarà un ricordo. La festa di San Calogero del 2023 creerà un prima e un dopo: per la prima volta il simulacro uscirà esclusivamente accompagnato dai portatori mentre i fedeli dovranno stare a debita distanza osservando la scena ai due lati della chiesa, di fatto in due corridoi che difficilmente potranno contenere il fiume di gente solitamente previsto.

Questo è quanto è stato deciso dalla Questura per elevare lo standard di sicurezza e che è stato ufficialmente comunicato nella mattinata di venerdì 30 giugno, due giorni prima dell’inizio della festa.

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Sui social il dibattito è aperto tra coloro che apprezzano la volontà di elevare il livello di sicurezza ed altri che invece condannano fermamente le regole imposte dalla Questura, sostenendo che è stata “uccisa” una tradizione che ha radici antichissime.

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“Speriamo che d’ora in poi sarà sempre così, finalmente si fanno rispettare le regole ai barbari”, scrive su Facebook chi approva le nuove disposizioni. “Invece di baciare la statua sarebbe meglio fare delle opere di bene”.

Ma c'è chi pensa il contrario: “Ci stanno togliendo tutte le nostre tradizioni”. Ed ancora: “In decine e decine di anni si è sempre fatto in un modo ben preciso e non è mai accaduto niente. Quante persone si sono fatte male durante la festa di San Calogero? La gente sa benissimo come comportarsi e come fare per non creare situazioni di pericolo nonostante la ressa. Con la scusa della sicurezza stanno togliendo una cosa bella. E’ sempre stata un’emozione assistere alla scena dell’uscita di San Calogero che viene letteralmente abbracciato dai fedeli”.

E sull'altro fronte: "Capisco il punto di vista di chi manifesta critiche nei confronti di queste disposizioni. La legge però non consente di fare tutto senza regolamentazione ed è un’interpretazione guidata da formule che i tecnici, i vigili del fuoco e gli esperti, nominati dagli organizzatori, hanno univocamente condiviso. Purtroppo si sconta una certa carenza di conoscenza da Roma in giù della normativa sulle manifestazioni. Le amministrazioni e gli organizzatori ne stanno finalmente prendendo corretta conoscenza. E questo, da cittadino, lo saluto come un’ottima evoluzione”.

Non manca il sarcasmo: “Ma almeno alla processione possiamo partecipare oppure ci sono restrizioni?”.

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