Lunedì, 22 Luglio 2024
Religione e polemiche

Tutto pronto per la festa di San Calogero, l'appello al questore dell'ex sindaco Sodano: "Recuperiamo le tradizioni perse per colpa della chiesa"

L'ex uomo politico agrigentino, protagonista nei primi anni Novanta di uno scontro senza precedenti con l'allora arcivescovo Carmelo Ferraro, scrive a Palumbo: "No a divieti assurdi e mortificanti dello scorso anno"

"No a divieti assurdi e mortificanti, recuperiamo la tradizione fatta perdere da una chiesa poco illuminata e oscurantista". L'ex sindaco ed ex senatore Calogero Sodano, da sempre grande devoto del santo di cui porta il nome, si rivolge con una lettera aperta al questore di Agrigento, Tommaso Palumbo, chiedendogli di rivedere gran parte delle restrizioni che hanno caratterizzato la precedente festa.

"Tra non molto - scrive - si svolgeranno i quindicinali per la festa di San Calogero che, da un po' di tempo, ha perso quello spirito che la rendeva un appuntamento sentitissimo per i veri agrigentini che al passaggio del fercolo lanciavano pane benedetto al santo dei miracoli e delle grazie. Una Chiesa poco illuminata e oscurantista ha fatto perdere questa tradizione che affondava le sue radici nella storia che vedeva il santo venire in città per chiedere l'elemosina e la gente, seppur generosa, gli lanciava il pane dai balconi o dalle finestre per paura del contagio".

Sodano, sulla questione del lancio del pane, nei primi Novanta fu protagonista di uno scontro alla "Don Camillo e Peppone" con l'allora arcivescovo Carmelo Ferraro che aveva disposto il divieto.

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"Siamo rimasti in pochi - aggiunge - a lanciare il pane benedetto verso il santo, ma continueremo sempre, contro divieti assurdi e mortificanti le nostre tradizioni, che, sebbene inserite nella presentazione di Agrigento quale Capitale della cultura italiana, sono ingiustamente osteggiate. L'anno scorso - scrive ancora Sodano rivolgendosi al questore Palumbo - il suo predecessore ha inflitto un altro grave colpo alla festa del Santo nero: una catena di poliziotti ha fatto allontanare dalla scalinata prospicente il santuario tutti i devoti e ha anche vietato che i devoti salissero sulla bara e sulla statua del santo per baciarlo compresi i bambini che, sempre secondo tradizione, venivano spogliati dei vestitini dai portatori e accostati alla figura dell'amato santo. Una vicenda inaudita!".

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Sodano prosegue: "Mi preme ricordare che dal 1994, con mia ordinanza sindacale, il santo veniva accompagnato ufficialmente dal sindaco e dalia giunta con il gonfalone del Comune durante la processione serale a dimostrazione della grande devozione popolare. Le chiedo sommessamente, nella mia qualità di ex sindaco di questa città, ex senatore della Repubblica e di devoto, di non interrompere le nostre stupende tradizioni e lasciare che il popolo abbracci e manifesti tutto il suo affetto a San Calogero. Sono estremamente convinto, avendo sentito alcune sue dichiarazioni - conclude -, che Ella vorrà far continuare le tradizioni degli agrigentini e non interromperle".

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