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Immigrazione e integrazione, il racconto di Joel: "Dalla Costa d'Avorio a Licata, ecco come sono diventato italiano"

Sul palco del Palacongressi il prefetto Filippo Romano ha consegnato la cittadinanza al giovane che è stato, di fatto, adottato dalla famiglia del poliziotto Gianluca Cannizzaro

"Il mio viaggio parte dalla Costa d'Avorio nel lontano 2008. C'era la guerra e mia madre decise di farmi andar via per trovare un posto sicuro. La prima parte del viaggio è stata dalla Costa d'Avorio fino in Libia, è durato più di 6 mesi durante i quali ho attraversato Mali, Burkina Faso e Niger. Le condizioni sono state molto difficili perché nel deserto, di giorno ci sono 50 gradi e di notte si arriva sotto zero. Quando eravamo fortunati viaggiavamo sui camion, ma abbiamo fatto tantissima strada a piedi, con una guida. Giunti in Libia, dove non c'è diritto alla parola, non c'era nessun'altra scelta che andare in Italia. Per noi l'Italia era diventata la 'patria della salvezza'. Avevo 12-13 anni e ho iniziato a lavorare per trovare i soldi e pagarmi il viaggio. È quindi è iniziata la seconda parte del mio viaggio. Tre giorni in mare, giorni molto difficili: senza mangiare e senza bere. L'ultimo giorno della traversata, il nostro gommone si è bucato e questo è stato il punto più forte. Sull'imbarcazione, pensavo: 'Se muoio qua, mia madre non lo saprà, non capirà mai come sono morto'. Fortunatamente, l'indomani giunti in acque italiane la guardia costiera ci ha soccorso". A raccontare, con queste parole, cosa significa emigrazione, accoglienza e integrazione - durante l'edizione 2024 della festa della polizia - è stato Diby Koffi Joel Cannizzaro. Un giovanissimo ivoriano che è stato, di fatto, adottato dalla famiglia del poliziotto Gianluca Cannizzaro di Licata. E Joel Cannizzaro, al Palacongressi, si è visto consegnare la cittadinanza italiana dal prefetto Filippo Romano e dal questore Tommaso Palumbo che lo ha invitato ad andare presto in questura per avere il suo primo passaporto italiano. 

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"Sono sbarcato a Lampedusa, poi sono andato a Palma di Montechiaro dove ho chiesto di poter andare a scuola e mi hanno trasferito a Licata - ha continuato a raccontare Joel - . E a Licata sono stato in una comunità bellissima dove è iniziato il mio percorso di integrazione nella comunità italiana: ho fatto lo scout e mi hanno iscritto a scuola calcio. Ed è lì che ho conosciuto mio fratello Domenico che ogni tanto veniva a giocare con noi perché ci servivano dei rinforzi. Ho fatto subito amicizia con lui, molto timido, ma con pensieri molto profondi. Ho fatto il compleanno e quelli che sono diventati i miei genitori mi hanno portato la torta per il mio 15esimo compleanno. Non avevo mai ricevuto una torta in tutta la mia vita e per me è stato un evento straordinario. Piano, piano ho cominciato ad entrare in famiglia. Due giorni dopo il mio compleanno, era Natale, mio padre ha chiesto il permesso alla comunità per andare a festeggiare il Natale con la mia attuale famiglia. Quel giorno sono arrivato con il panettone e vedo una marea di persone - Joel ricorda ancora con stupore - . Sapete come sono le feste di Natale in Sicilia! Sono rimasto scioccato, ma Domenico mi ha fatto stare a mio agio e siamo diventati dei complici. Il mio percorso di inclusione continuava: ho conosciuto gli amici di mio padre, Gianni Vella e Bianchi, abbiamo fatto tante mangiate insieme. Sono persone vicine a mio padre (poliziotti) e mi hanno aiutato a crescere. Ho fatto qualche torneo con la polizia. Poi i Cannizzaro hanno deciso di avermi a casa tutti i giorni, non solo per le feste o i weekend. Ed è così che sono entrato a casa Cannizzaro, per me è stata una gioia. Per loro non lo so perché gli ho portato tanti guai. Per me è una gioia, tutto quello che c'è di buono in me è grazie a loro e ai loro insegnamenti. Non saprò mai come ringraziarli perché hanno fatto un gesto fuori dal normale".

Accanto a Joel, sul palco del Palacongressi, la mamma, il papà, il fratello e la sorella. Perché la famiglia Cannizzaro aveva già due figli quando è arrivato Joel in casa. "Noi siamo la sua famiglia italiana - ha raccontato la mamma - . Joel, che presto per la prima volta dopo tanti anni tornerà in Costa d'Avorio, ha una mamma, fratelli e tanti nipoti. Ma noi siamo la sua famiglia italiana.    

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