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Valle dei Templi

Festa dell'Arma, la promessa ai piedi del Concordia: sarà sicurezza pluridimensionale

Il colonnello Nicola De Tullio: la lotta alla criminalità organizzata rimane obiettivo prioritario, contrasto dei reati predatori, ma anche della violenza di genere, tutela del lavoro, salvaguardia dell’ambiente, della salute, del patrimonio paesaggistico e culturale

"La lotta alla criminalità organizzata rimane obiettivo prioritario, cui si affianca l’idea di una sicurezza pluridimensionale, orientata al contrasto della criminalità predatoria, ma anche della violenza di genere, giungendo a includere tutti i settori di intervento specialistico che possono contribuire a migliorare la qualità della vita dei cittadini, dalla tutela del lavoro alla salvaguardia dell’ambiente, della salute, del patrimonio paesaggistico e culturale". Lo ha ripetuto, più volte, anche a microfoni spenti, il comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento, il colonnello Nicola De Tullio, durante le celebrazioni - ai piedi del tempio della Concordia - per il 210esimo anniversario della fondazione dell'Arma. 

La festa dell'Arma dei carabinieri ai piedi del tempio della Concordia

LA VIDEOINTERVISTA. Il colonello Nicola De Tullio: "Sempre al fianco dei cittadini"

Ricordato anche il legame che unisce l’Arma alla comunità Agrigentina. Ed è stato fatto rammentando il sacrificio del maresciallo Giuliano Guazzelli, medaglia d’oro al valore civile ucciso dalla criminalità mafiosa. Schierata sul campo la compagnia di formazione composta da un plotone in grande uniforme speciale, un plotone in uniforme di servizio e un terzo plotone composto da comandanti di stazione e delle varie specialità. Alla cerimonia hanno preso parte le autorità civili, militari e religiose della provincia, i gonfaloni di Agrigento e del Libero consorzio comunale e i sindaci dell'intera provincia o quasi, insieme a rappresentanze delle associazioni professionali a carattere sindacale e dell’associazione nazionale carabinieri.

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De Tullio: "Camminiamo insieme per essere davvero Capitale della cultura"

"Il primo obiettivo dell’azione operativa in questa provincia non può che essere quindi quello del contrasto alle organizzazioni mafiose che, pur avendo cambiato connotati, puntando a una più insidiosa invisibilità rappresentano un serio pericolo per la vita democratica del Paese e la piena libertà sociale, economica e personale dei cittadini. L’indagine conclusa nello scorso marzo dal nucleo Investigativo di Agrigento con la Dda di Palermo nelle aree di Lucca Sicula, Burgio e Villafranca testimonia l’attivismo di consorterie sempre interessate al controllo del territorio e al condizionamento delle dinamiche economiche - ha detto il comandante provinciale, il colonnello Nicola De Tullio - . A questa azione si affianca in senso più generale quella di prevenzione e contrasto di tutte le forme di illegalità che insidiano il vivere sociale. La violenza di genere, fenomeno intollerabile per una società civile, continua a richiedere un impegno costante. Oltre all’aumento delle denunce, cui consegue un‘attivazione diuturna da parte delle stazioni carabinieri, primi recettori di questi episodi, si sono purtroppo registrati gravissimi eventi che hanno impegnato il comando provinciale. Penso - ha spiegato De Tullio - al duplice femminicidio avvenuto a gennaio a Naro, il cui autore è stato identificato e fermato in poche ore, e mi riferisco alle drammatiche sequenze vissute pochi giorni fà a Cianciana, ove, per far fronte alla furia omicida di un padre nei confronti della compagna e dei due figli piccolissimi è stato necessario il coordinamento di tutte le componenti dell’Arma, dalla stazione e dalla Radiomobile, primi intervenuti, al negoziatore del nucleo Investigativo e alle aliquote di primo intervento di Palermo, che hanno consentito di gestire il barricamento dell’aggressore e convincerlo a una pacifica resa dopo ore di delicatissime trattative. Un pensiero affettuoso ai due fratellini, tuttora ricoverati, e il nostro augurio di poter riuscire a sconfiggere presto le orrende ferite fisiche e psicologiche subite da questo dramma".

Il comandante provinciale si è soffermato sull'importanza delle stazioni dei carabinieri: "La sicurezza dei cittadini resta al centro della costante opera di prevenzione svolta attraverso le stazioni carabinieri anche nei confronti dei più fastidiosi fenomeni di criminalità predatoria. A una confortante statistica dei furti e delle rapine in provincia si contrappone purtroppo più recentemente un incremento dell’odioso fenomeno delle truffe in danno di anziani. Un settore in cui all’immancabile azione investigativa viene affiancata dai eeparti dell’Arma la determinante iniziativa in termini di sensibilizzazione attraverso manifestazioni e incontri con le associazioni, con le parrocchie e mediante messaggi divulgati sui diversi canali di comunicazione. La prospettiva di una pluridimensionalità dell’azione viene sviluppata nei diversi settori che attengono più in generale alla qualità della vita dei cittadini". E poi anche, inevitabilmente, la sicurezza sui luoghi di lavoro, "così come la dignità del lavoro stesso, la tutela della salute, la tutela del patrimonio culturale e la salvaguardia dell’ambiente - ha sottolineato il comandante provinciale dell'Arma - . In quest’ultimo campo, il prezioso contributo offerto dai carabinieri forestali del Centro Anticrimine Natura di Agrigento arricchisce l’azione dei carabinieri sul territorio, consentendo di qualificarne gli strumenti di intervento e approcciare con visione sistemica le tematiche più gravi. In questo senso, vogliamo citare la campagna di controlli eseguita negli ultimi mesi sugli sversamenti nel lago Arancio, che ha permesso oggi di rendere quell’acqua disponibile per l’irrigazione, offrendo sollievo alla pesante situazione dell’emergenza idrica. Nella stessa ottica si inserisce, l’ultimo lavoro di analisi condotto su tutti i sistemi di depurazione della provincia che verrà posto a disposizione per suscitare un confronto tra le amministrazioni coinvolte, garantire la necessaria attenzione su questo fronte determinante della tutela ambientale e soprattutto assicurare ai cittadini la necessaria trasparenza circa lo stato di salute dei propri territori. Un diritto fondamentale, che si celebra oggi con la Giornata mondiale dell’ambiente. Un modello operativo dunque che si avvale di una struttura a più livelli e arricchito dai settori di specialità ma che mantiene - ha argomentato - come canone del suo agire la vicinanza al cittadino, ponendo al centro le persone e non le procedure. L’applicazione delle norme, in ottica rigida e difensiva da parte di chi è chiamato ad applicarle, è comodo e immediato rifugio per sottrarsi ai rischi, effettivamente esistenti per chiunque rivesta responsabilità, ma è anche la prima causa di allontanamento dei cittadini dalle istituzioni. Il coraggio di agire in senso etico, indubbiamente ancorato all’ineludibile rispetto dei parametri normativi, rappresenta invece l’unico antidoto all’isterilirsi dell’azione amministrativa e consente di guadagnare fiducia, promuovere la collaborazione, il dialogo, la partecipazione".

De Tullio ha ringrziato i "suoi" uomini "per l’impegno profuso, ad ogni livello, in una quotidianità che diviene sempre più complessa. Ai rischi di essere oggetto diretto di violenze, purtroppo testimoniato dai diversi militari feriti in servizio anche nella nostra provincia, si aggiunge la difficoltà di essere chiamati a prendere decisioni istantanee, spesso in situazioni critiche. Difficoltà che può essere superata solo grazie alla passione per il servizio e al desiderio di donarsi agli altri. L’elencazione dei valori cui l’Istituzione si ispira non vuol essere un’ostentazione di successi. Siamo ben consapevoli che la fiducia dei cittadini non è una rendita scontata, ma un processo quotidiano in cui cimentarsi. E in questo percorso la consapevolezza di non essere certamente infallibili, ci spinge a valorizzare la capacità di autocritica e di autocorrezione, propria di ogni istituzione che voglia essere e sentirsi sana. Ai cittadini di Agrigento la nostra promessa di rinnovare l’impegno di fedeltà e continuare a camminare insieme, in questo anno impegnativo che ci attende, per essere davvero Capitale della cultura, della socialità, della legalità". 

L'Arma dei carabinieri "Scudo di legalità e sicurezza"

Fondata il 13 luglio 1814 da Vittorio Emanuele I, l’Arma dei carabinieri rappresenta un pilastro di coraggio e dedizione, che ha svolto nel corso del tempo un ruolo cruciale per la protezione delle comunità. Il nome carabinieri deriva dall’Arma, la carabina, che era in dotazione ai militari sin dalla costituzione del Corpo. Questo dettaglio sottolinea l’importanza del ruolo di tutori della legge e della sicurezza. Nel corso della storia, i carabinieri hanno dimostrato il loro valore, contribuendo alla difesa del Paese nel primo e secondo conflitto e partecipando alla lotta di resistenza. Proprio quest’anno si celebra l’80esimo anniversario della strage dei martiri di Fiesole, Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti, tre carabinieri partigiani, poco più che ventenni che, sottrattisi audacemente alle ricerche del nemico tedesco, avevano appreso che dieci cittadini fiesolani erano stati presi in ostaggio per essere fucilati se essi non si fossero presentati al comando germanico. Pur consapevoli della sorte che li attendeva, non esitarono a consegnarsi ai nazisti per salvare la vita degli ostaggi, andando consapevolmente incontro alla morte per fucilazione. L’Arma dei carabinieri è forza armata e, pertanto, concorre alla difesa integrata del territorio nazionale, assicura il contributo nazionale anche alle attività promosse dalla comunità internazionale, volte alla ricostituzione e al ripristino dell’operatività dei corpi di polizia nelle aree di crisi. È anche forza militare di polizia a competenza generale e in servizio permanente di pubblica sicurezza e come tale, è impegnata nello svolgimento di tutte le attività a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, dal controllo del territorio, ai servizi di ordine pubblico, alla tutela degli interessi diffusi della collettività cui sono dedicati reparti altamente specializzati per la sicurezza in materia di sanità, igiene e sofisticazioni alimentari; forestale, ambientale e agroalimentare; lavoro e legislazione sociale; del patrimonio archeologico, storico, artistico e culturale nazionale.Il ministro della Difesa nel suo messaggio di saluto ha definito i carabinieri “Scudo di legalità e sicurezza”.

Emozionante la "classica" consegna dei riconoscimenti ai carabinieri che si sono distinti in operazioni di servizio e l'assegnazione della “Targa Appuntato Allotta” alla memoria del luogotenente Lucio Cafiero, recentemente scomparso a causa di un grave male. La serata si è conclusa con un’esibizione musicale del maestro Salvatore Galante, realizzata grazie al Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, che ha regalato al pubblico presente un momento di grande emozione, culminato con l’esecuzione finale dell’Inno di Mameli.

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