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Corte di appello

Ferrovieri travolti e uccisi da un treno: una condanna e sei assoluzioni

Sono cadute le accuse nei confronti di Rosario Cilluffo, difeso dall'avvocato Giuseppe Scozzari, responsabile della linea sulla tratta Canicattì-Gela che in primo grado era stato condannato, dal tribunale di Gela, a 2 anni

Una condanna e sei assoluzioni. E' così che si è pronunciata - secondo quanto riporta oggi il Giornale di Sicilia -  la seconda sezione della Corte d'appello di Caltanissetta a margine del processo sulla morte  - il 17 luglio del 2014 - di tre manutentori delle Ferrovie: Vincenzo Riccobono di Agrigento, Luigi Gaziano di Aragona e Antonio La Porta di Porto Empedocle. 

Nel processo d'appello, sono cadute le accuse nei confronti di Rosario Cilluffo, difeso dall'avvocato Giuseppe Scozzari, responsabile della linea sulla tratta Canicattì-Gela che in primo grado era stato condannato, dal tribunale di Gela, a 2 anni. Adesso è stato assolto perché "il fatto non costituisce reato". Confermata la condanna a due anni di reclusione per il dirigente centrale operativo della sala di coordinamento di controllo della circolazione di Palermo, Pietro Muscolino. Avrebbe dovuto - viene sempre ricostruito sulle pagine del Giornale di Sicilia - disporre la chiusura della tratta per la durata dell'intervento. 

La Corte d'appello ha, poi, per il resto, confermato le assoluzioni di primo grado, rigettando gli appelli proposti dalla Procura di Gela. 

L'incidente in cui persero la vita i tre manutentori, che vennero travolti mentre lavoravano sui binari, si verificò in contrada Burgio-Carrubba, nelle campagne di Butera.  

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