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Ravanusa, sequestro di persona: fermati cinque uomini del posto

Si fa chiarezza sugli episodi delittuosi che in questi giorni hanno avuto Ravanusa quale scenario, e sui quali vigeva il massimo riserbo da parte degli inquirenti: dal furto al negozio di telefonia, al sequestro di persona che le indiscrezioni filtrate avevano associato al fatto, a questo punto a ragion veduta, anche se avvenuti in due momenti diversi, fino al suicidio del sessantenne romeno, imparentato con uno dei due sequestrati

Sono cinque i ravanusani sottoposti a fermo dai carabinieri perchè indiziati per i reati di sequestro di persona, violenza privata, lesioni personali aggravate, violazione di domicilio e danneggiamento.

Si tratta di Giovanni Montana, 54 anni, commerciante, già noto alle forze dell'ordine; Luigi Montana, 33 anni, commerciante; Ivan Montana, 25 anni, commerciante; Angelo Bottaro, 50 anni, operaio gravato da precedenti penali ed in atto sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata; Antonino Gattuso, 43 anni, disoccupato, gravato da precedenti penali.

Si fa chiarezza sugli episodi delittuosi che in questi giorni hanno avuto Ravanusa quale scenario, e sui quali vigeva il massimo riserbo da parte degli inquirenti: dalla rapina al negozio di telefonia, al sequestro di persona che le indiscrezioni filtrate avevano associato al fatto, a questo punto a ragion veduta, anche se avvenuti in due momenti diversi, fino al suicidio del sessantenne romeno, imparentato con uno dei due sequestrati.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della locale Stazione, del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Licata e del Reparto operativo dei carabinieri di Agrigento, che hanno su disposizione della Procura di Agrigento eseguito i fermi, i cinque avrebbero posto in essere una "spedizione punitiva" per vendicarsi di un furto di telefonini, (quella che era in un primo momento "raccontata" come la rapina nel negozio di telefonia e di cui ben poco era trapelato, ndr).

Avrebbero, quindi, organizzato la vendetta che poi si è tradotta nel sequestro e nel pestaggio di due cittadini romeni, entrambi minorenni, nelle cui case si sono introdotti, distruggendone le abitazioni.

I militari del Reparto operativo del Comando provinciale di Agrigento e quelli della Compagnia di Licata, agli ordini del colonnello Andrea Azzolini e del capitano Marco Currao, erano intervenuti in seguito ad una segnalazione di violazione di domicilio e danneggiamento di due abitazioni di altrettante famiglie di nazionalità romena soggiornanti nella cittadina, dove poco dopo sarebbero stati malmenati i due giovani e, nell'intento di ottenere la restituzione della refurtiva, minacciata una ragazza di 24 anni, sorella di uno dei due individuati quali autori del furto.

Uno dei due ragazzi e la donna sarebbero poi stati costretti a salire in macchina e, portati in una zona rurale, sarebbero stati gravemente minacciati.

L’Arma ha allora attivato un massiccio dispositivo di ricerca dei sequestrati, conducendo ininterrottamente le operazioni per individuarli e riuscendo infine a rintracciarli: la donna, secondo quanto riferito dai carabinieri, è stata fortunatamente trovata illesa. Il ragazzo, in evidente stato di shock a causa delle violente percosse che avrebbe subito durante il rapimento, è stato accompagnato al pronto soccorso del “Barone Lombardo” di Canicattì.

Dalle indagini sarebbe emerso che i giovani romeni erano stati individuati dai cinque quali responsabili materiali del furto di telefoni cellulari perpetrato in un negozio di telefonia di Ravanusa lo stesso giorno.

I carabinieri sono però dovuti tornare in casa della ragazza, perchè il padre della stessa, un 65enne operaio romeno, si era suicidato impiccandosi con una corda nella tromba delle scale del palazzo dove risiedeva.

I cinque ravanusani, contestualmente, sono stati condotti negli uffici della Compagnia carabinieri di Licata per gli accertamenti del caso. In seguito, espletate le formalità di rito, sono stati tradotti nella Casa circondariale di contrada Petrusa, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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