Cannoli e pasta al pomodoro nelle corsie degli ospedali d'America, Federica: "Stiamo facendo del bene"

Sono quattro siciliani, di cui tre agrigentini ed un palermitano, ed insieme hanno messo in atto una vera e propria catena solidale. I titolari di due ristoranti negli Stati Uniti stanno donando pasti caldi per i medici impegnati nella lotta al Covid 19

I titolari di "Unico" incontrano un medico americano

Sono tante, tantissime, le persone che hanno deciso di scendere in campo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Non solo medici e infermieri, in prima linea, anche gesti di grande solidarietà che hanno strappato un sorriso a chi sta vivendo il dramma del Covid 19.

A volere fare qualcosa di più è stata anche un’agrigentina che vive e lavora in America. Si chiama Federica Cipolla ed insieme ad altri amici ha donato pasti caldi agli ospedali d’America. Federica Cipolla, insieme ad altri imprenditori siciliani in America, ha messo in rete una raccolta fondi per aiutare gli “eroi” in corsia.

“La situazione in America è cambiata da un giorno all’altro - ha detto Federica Cipolla ad AgrigentoNotizie - io ed altri miei colleghi ci siamo sentiti in dovere di fare qualcosa”. Una catena solidale che ha unito agrigentini che vivono negli Stati Uniti. Il ristorante Unico e Liolà hanno deciso di portare cibo in corsia.

Cannoli siciliani, pasta e tanto altro tutto consegnato rispettando le misure di sicurezza imposte dall'emergenza Covid 19. Fuori dal sacchetto, una scritta importante , ovvero. "Thank you heroes".

 "Avevamo solo notizie di ospedali pieni, gli operatori sanitari fanno turni estenuanti, così abbiamo pensato di ideare una raccolta fondi che ad oggi ha prodotto più di 4mila dollari. E’ una cifra importante - dice Federica Cipolla del ristorante Unico - so che possiamo fare ancora tanto”.

A prendere parte all’iniziativa il palermitano Giovanni Patti socio del ristorante Unico, ed anche una coppia di favaresi titolari del ristorante Liolà che si trova nel Qeens, ovvero Angelo Alaimo e Vania Milioti,

“All’inizio - dice Federica Cipolla ad AgrigentoNotizie era solo un’idea poi è diventato un progetto vero e proprio. Abbiamo distribuito i pasti in corsia e vedere i medici contenti, si è stata una grande soddisfazione. La reazione che più mi ha colpito?  Siamo andati a consegnare il cibo in uno degli ospedali d’America ed abbiamo visto tanti volti segnati dalla stanchezza. Abbiamo consegnato dei pasti caldi e vederli sollevati, mi ha fatto emozionare".

L’America si è svegliata dentro l’incubo del Covid 19, abbiamo chiesto a Federica Cipolla come vive un’agrigentina questa esperienza. “E’ surreale. Vedi la città che si svuota. E’ una situazione che mai mi sarei aspettata di vivere. Ovviamente non è semplice ma fare qualcosa per il prossimo è importante. La mia famiglia è lontana, ma siamo sempre in contatto. Io, però, non smetterò mai di ringraziare mio zio, Biagio Colucci. Mi ha permesso di vivere questa esperienza in America”.  

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