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Il pronto soccorso di Agrigento

Il pronto soccorso di Agrigento

"Nessuna assistenza in pronto soccorso per una forte febbre", chiesti 179 mila euro

Il giudizio di primo grado s’è definito con il rigetto delle pretese risarcitorie. Sentenza che è stata però già impugnata dal cittadino-paziente e l’Asp dovrà comparire all’udienza fissata, davanti la Corte d’appello di Palermo, per il 19 febbraio

Il giudizio di primo grado s’è definito con il rigetto delle pretese risarcitorie. Sentenza che è stata però già impugnata dal cittadino-paziente e l’Asp di Agrigento dovrà comparire all’udienza fissata, davanti la Corte d’appello di Palermo, per il 19 febbraio. L’uomo chiede un risarcimento danni di 178.942 euro o nella maggiore o minore somma che sarà stabilita nel corso del giudizio. Era il 25 gennaio del 2016 quando l’uomo dovette fare ricorso alle cure dei sanitari in servizio del pronto soccorso dell’ospedale (negli incartamenti dell’Asp non viene specificato quale) “per un forte stato febbrile, non ricevendo alcuna assistenza”. Esattamente un anno dopo l’uomo ha cercato una mediazione con l’Asp e alla fine del novembre del 2017 ha citato l’azienda sanitaria provinciale davanti al tribunale di Sciacca per “ottenere l’accertamento e la dichiarazione di responsabilità dell’Asp per i danni subiti quale conseguenza del ritenuto, evidente, errore diagnostico dei sanitari in servizio al pronto soccorso.

Adesso, dopo che il giudice di primo grado ha rigettato la sua istanza al risarcimento danni e dopo il ricorso in appello, il cittadino è tornato a chiedere la condanna dell’ente al risarcimento danni. L’Asp ha deciso di costituirsi nel nuovo giudizio ed ha affidato l’incarico di difesa e rappresentanza all’avvocato Maria Alio, con studio a Palermo. L’azienda sanitaria provinciale non ci sta a pagare il risarcimento danni e forte anche della sentenza di primo grado sta procedendo per la costituzione in giudizio davanti la Corte d’appello di Palermo. Il provvedimento dell’Asp è stato munito della clausola dell’immediata esecutività “stante l’urgenza – scrivono dall’azienda sanitaria provinciale -  connessa alla necessità di formalizzare la costituzione in giudizio nei termini di legge (l’udienza è, del resto, fissata per il prossimo 19 febbraio)”.

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