Accusato di avere abusato di una minorenne ospite di una comunità, assolto 39enne

Pietro Chiarenza era stato denunciato dalla ragazzina, secondo il suo racconto era stata portata nell'abitazione di un amico dell'imputato ma la sua versione non ha convinto i giudici

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Assoluzione perchè il fatto non sussiste: i giudici della prima sezione penale del tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato, hanno scagionato il trentanovenne Pietro Chiarenza dall'accusa di violenza sessuale aggravata. A sollecitare un verdetto di proscioglimento era stato lo stesso pubblico ministero Sara Varazi sottolineando "le numerose incongruenze e contraddizioni nel racconto della vittima".

L'imputato, difeso dagli avvocati Giancarlo Noto e Anna Mulè, era stato denunciato da una ragazza, che all'epoca dei fatti doveva compiere sedici anni, che alloggiava in una comunità per minorenni in condizione di disagio. L'episodio al centro della vicenda, che non ha mai portato ad alcuna misura cautelare, risale al 25 luglio del 2010. Chiarenza e un amico, secondo l'ipotesi iniziale che non ha retto al vaglio del processo, avrebbe prelevato la ragazzina, insieme a un'amica di quest'ultima, in una piazza di Aragona, e insieme sarebbero andati a Favara.

La ragazzina, che solo diverse settimane più tardi presentò la denuncia, disse di essere salita nell'auto con Chiarenza e l'altro ragazzo solo perchè aveva bisogno di un passaggio per andare proprio a Favara dove aveva appuntamento col fidanzato. Lì, sempre secondo il suo racconto, sarebbe stata portata a casa di un amico di Chiarenza e il trentanovenne l'avrebbe costretta a subire un rapporto sessuale.

Troppe, però, le incongruenze che non hanno retto al vaglio del dibattimento. A partire dal fatto che il ragazzo da lei indicato come fidanzato ha negato di avere avuto una vera e propria relazione con lei e, soprattutto, di avere avuto un appuntamento per quella sera. Non hanno convinto, poi, diversi dettagli. La ragazza, ad esempio, aveva detto di essere rimasta in macchina e di essere salita nello stabile dove, a suo dire, si era consumata la violenza, solo in un secondo momento: circostanza che sarebbe stata smentita dalle testimonianze.

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