Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

"Violenta la figlia dell'amico che l'aveva ospitato in Romania", difesa si oppone a parte civile

Sul banco degli imputati il trentaduenne Calogero Pompeo, già imputato all'estero per gli stessi fatti

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La difesa dell'imputato si oppone alla costituzione di parte civile della presunta vittima perché "per gli stessi fatti c'è già stato un processo in Romania". Il gup Stefano Zammuto si riserva di decidere e lo farà all'udienza del 21 luglio.

Il processo, per l'accusa di violenza sessuale ai danni di minore, è quello a carico di un trentaduenne - Calogero Pompeo - nei cui confronti il pubblico ministero Elenia Manno ha chiesto il rinvio a giudizio con l'accusa di avere abusato di una ragazzina, oggi sedicenne, figlia di un amico che l'aveva ospitata in Romania. “Ha approfittato dell'assenza di mio padre per violentarmi, gli ho chiesto di fermarsi ma non lo ha fatto”. Così la presunta vittima aveva confermato le accuse in occasione dell'incidente probatorio.

Ieri mattina il suo difensore, l'avvocato Salvatore Cusumano, ha chiesto di costituirsi parte civile ma il legale dell'imputato, l'avvocato Angelo Nicotra, si è opposto. Il trentunenne, nel 2018, sarebbe stato ospitato dal padre della presunta vittima, in Romania. Entrambi si trovavano là per cercare lavoro ma quest'ultimo era agevolato dalla circostanza che la moglie aveva una casa nello Stato estero.

Il trentenne, secondo quanto denunciato dalla ragazzina, all'epoca quattordicenne, avrebbe approfittato della momentanea assenza del padre per violentarla. L'episodio sarebbe avvenuto il 13 agosto. 

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