Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

"Violenta la figlia dell'amico che l'aveva ospitato in Romania", chiesto rinvio a giudizio per 32enne

Calogero Pompeo avrebbe approfittato della momentanea assenza del padre: entrambi si trovavano all'estero per cercare lavoro

Il pubblico ministero Elenia Manno ha chiesto il rinvio a giudizio di Calogero Pompeo, 32 anni, di Favara, accusato di avere abusato di una ragazzina, oggi sedicenne, figlia di un amico che l’aveva ospitato in Romania. 

“Ha approfittato dell’assenza di mio padre per violentarmi, gli ho chiesto di fermarsi ma non lo ha fatto”. Così la presunta vittima aveva confermato le accuse in occasione dell’incidente probatorio che si è celebrato lo scorso 27 giugno. La giovane, assistita da uno psicologo come prevede il codice, era stata interrogata dal gip Francesco Provenzano e dalle altre parti: il pm, il suo stesso difensore Salvatore Cusumano, che la assiste in qualità di parte offesa, e l’avvocato Angelo Nicotra, difensore dell’indagato, oggi imputato.

A chiedere di acquisire la testimonianza, in contraddittorio fra le parti e adesso pienamente utilizzabile al processo, era stata il pubblico ministero Elenia Manno. L’udienza preliminare, per decidere in seguito alla richiesta di rinvio a giudizio della Procura, si celebrerà il 10 marzo davanti al gup Stefano Zammuto. 

Pompeo, nel 2018, secondo la ricostruzione dell’episodio fatta dalla ragazzina, sarebbe stato ospitato dal padre della presunta vittima, in Romania. Entrambi si trovavano là per cercare lavoro ma quest’ultimo era agevolato dalla circostanza che la moglie aveva una casa nello Stato estero. Il trentenne, secondo quanto denunciato dalla ragazzina, all’epoca quattordicenne, avrebbe approfittato della momentanea assenza del padre per violentarla. L’episodio sarebbe avvenuto il 13 agosto. 

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