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Truffe con falsi acquisti on line per 9mila euro, ventottenne a processo

Due delle presunte vittime delle truffe si costituiscono parte civile, l'imputato tradito da una telefonata fatta in caserma

Due delle presunte vittime delle truffe si costituiscono parte civile: il giudice le ammette e fissa la successiva udienza per la requisitoria del pubblico ministero Alessandra Russo e le arringhe di parte civile e difesa. È iniziato ieri mattina, davanti al giudice Francesco Provenzano, il processo a carico di Nicolò Pollicino, 28 anni, di Favara, arrestato lo scorso 15 maggio con l'accusa di avere messo a segno una serie di truffe on line del valore di 9 mila euro. Il giovane, che ha nominato come difensore l’avvocato Salvatore Pennica, in particolare, avrebbe simulato di mettere in vendita on line telefoni cellulari, pezzi di ricambio per camion e perfino un’imbarcazione di lusso. La merce, secondo quanto ipotizzano gli inquirenti, in realtà non sarebbe mai arrivata a destinazione e, peraltro, neppure esisteva.

Gli acquirenti, però, avevano regolarmente pagato con carte di credito. A tradirlo sarebbe stata una frase pronunciata nella sala di attesa dei carabinieri che lo avevano convocato insieme ad altri sospettati dopo avere raccolto numerose denunce di truffe. Un militare ha sentito alcune parole della sua conversazione al telefono. In particolare stava parlando di un'imbarcazione da vendere. Abbastanza per aumentare il sospetto e stringere il cerchio.

Ieri mattina due vittime dei presunti raggiri si sono costituiti parte civile – uno dei due con l’assistenza dell’avvocato Leonardo Marino – e otterranno il risarcimento del danno in caso di condanna dell’imputato. 

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