Cronaca

"Si fingono avvocatessa per non pagare la corrente elettrica", la prescrizione salva due imputati

Non doversi procedere per le accuse di truffa e sostituzione di persona: l'utenza era stata intestata alla professionista a sua insaputa

foto archivio

Non doversi procedere per intervenuta prescrizione dei reati: dopo otto anni dai fatti le accuse di truffa e sostituzione di persona non sono più punibili e due imputati escono indenni dal processo in cui erano accusati di essersi finti un'avvocatessa per non pagare l'energia elettrica.

Si tratta di Antonino Lazzara, 38 anni ed Elisa Montalbano, 32 anni, di Favara. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Sabrina Bazzano. I due imputati, che sono stati difesi dall'avvocato Salvatore Cusumano, sarebbero riusciti a ingannare l'Enel facendo attivare l'utenza di un'abitazione di Favara dove avevano la residenza a un'ignara avvocatessa di cui avevano, sempre secondo l'accusa, fornito le generalità.

Il consumo stimato, per il periodo compreso fra l'ottobre del 2013 e il luglio successivo, era di circa 330 euro. Bolletta che fu fatturata all'avvocatessa, che scoprì di essere stata truffata. 

Le lungaggini con cui si è arrivati al processo, tuttavia, hanno fatto scattare la prescrizione. Secondo il giudice (il pm Roberto Gambina, al contrario, aveva chiesto 8 mesi di reclusione) la non punibilità è maturata dopo 7 anni e mezzo. 

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