Falsi sgravi fiscali e risarcimento con assegni scoperti, consulente del lavoro patteggia

Il professionista 46enne era accusato di falso e truffa ai danni di un cliente dello studio

Foto archivio

Cinque mesi di reclusione e un risarcimento di 12 mila euro, pari a circa un terzo della somma oggetto della presunta truffa. Il consulente del lavoro Pietro Patti, 46 anni, di Favara, patteggia e definisce la propria posizione evitando un vero e proprio processo. Il professionista era accusato di avere raggirato un cliente prima facendogli credere di avere definito una pratica di sgravi fiscali e poi, una volta scoperto, di averlo risarcito con degli assegni a vuoto.

La vicenda risale al 2016. Il cliente dello studio di cui Patti era un collaboratore consegna, secondo la ricostruzione dell’episodio formulata dall’accusa, alcuni documenti per una pratica finalizzata all’ottenimento di sgravi fiscali. In realtà la pratica non fu mai portata a conclusione ma Patti, per nascondere la circostanza, lo rassicurò dicendo che i documenti erano stati regolarmente inviati all’Inps ma non solo: per rendere tutto più credibile, e soprattutto per fare in modo di riscuotere ugualmente la parcella, avrebbe consegnato due falsi documenti che attestavano altrettante cancellazioni ipotecarie nonché falsi documenti di Agenzia delle Entrate e Riscossione Sicilia che attestavano gli sgravi.

Alla fine, però, il quarantenne che si era rivolto allo studio di consulenza del lavoro scoprì tutto e pretese il risarcimento. Neppure in quel momento, Patti si sarebbe perso d’animo e avrebbe stipulato una scrittura privata nella quale dava atto degli errori commessi e si mostrava disponibile a risarcirlo. Al cliente furono consegnati tre assegni dell’importo complessivo di 34 mila euro che, una volta portati in banca per l’incasso, si rivelarono essere scoperti.

L’uomo, a quel punto, si rivolse alla Procura e presentò una dettagliata denuncia. Il pubblico ministero Elenia Manno contestava i reati di truffa, con l’aggravante di aver commesso il fatto “con abuso di prestazione d’opera”, e falsità materiale commessa da privato. L'accordo processuale con la difesa, affidata all'avvocato Giuseppe Barba, è stato ratificato dal giudice dell'udienza preliminare Luisa Turco che ha concesso, inoltre, il beneficio della sospensione condizionale della pena. Patti, questa volta, ha risarcito davvero, pagandogli 12 mila euro, la vittima del raggiro che si era costituita parte civile con l'assistenza dell'avvocato Sergio Baldacchino.

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