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"Traffico di droga", arrestata all'aeroporto di Catania la marocchina ricercata

Rania El Moussaid è stata bloccata quando è scesa dall'aereo. In precedenza erano state eseguite cinque ordinanze di custodia cautelare

E’ stata arrestata all’aeroporto di Catania, appena scesa da un aereo che l’ha condotta in Italia, Rania El Moussaid, la donna originaria del Marocco, ma residente ad Agrigento, coinvolta nell’operazione dei carabinieri che lo scorso sabato ha condotto all’emissione di sei misure di custodia cautelare per associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti.

I provvedimenti erano stati eseguiti nei confronti di: Carmelo Fallea di 41 anni, Calogero Presti di 43 anni, Carmelo Vaccaro di 38 anni, tutti di Favara, e Stefano Sacco di 52 anni di Porto Empedocle. Nei confronti delle quattro persone è stato ordinato il carcere. I domiciliari sono stati disposti nei confronti di Gaspare Indelicato, 34 anni di Favara. Alle 14.30 di oggi, a Fontanarossa, è stata arrestata la donna originaria del Marocco, che è accusata di avere curato le comunicazioni tra un palermitano, accusato di avere ceduto l’hashish che veniva spacciato a Favara, e Carmelo Fallea. L’indagine è stata coordinata dal Pm Claudio Camilleri della Direzione distrettuale antimafia di Palermo.

È stato proprio il percorso che seguiva lo stupefacente verso il basso dal nord Europa all’Italia a dare il nome all’indagine “Up & Down”.

I fatti contestati agli indagati sono relativi al periodo compreso tra aprile e novembre del 2014. Secondo l’accusa l’hashish veniva acquistato a Palermo, la cocaina, una volta al mese, direttamente in Belgio, occultata all’interno di pacchi spediti, ovviamente con destinatario e mittene fasulli, tramite le diverse società di trasporti e traslochi che regolarmente compiono viaggi da e per il Belgio a favore soprattutto dei molti emigrati favaresi.

Giunti a destinazione i pacchi venivano - ricostruisce l'accusa - ritirati direttamente al deposito degli spedizionieri, che fungevano, del tutto ignari, da corrieri.

Durante il corso dell’indagine sono stati effettuati - prosegue la ricostruzione ufficiale dell'inchiesta - diversi sequestri di "roba": 20 chili di hashish, prima 50 grammi di cocaina e poi un chilo di cocaina e, nel settembre 2014, 4 chili di hashish.

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