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Traffico di cocaina sull'asse Belgio-Favara, carabiniere in aula: "La droga arrivava anche in bus"

Un militare ha ricostruito alcuni retroscena dell'inchiesta della Dda chiamata "Up and down"

La cocaina dal Belgio a Favara, attraverso un giro complesso e tortuoso, arrivava anche in bus. Ne sono convinti gli inquirenti che hanno portato a termine l’operazione antidroga “Up and down” (tradotto significa “su e giù”) che ha disarticolato un vasto traffico internazionale di droga.

“Dal contenuto di alcune intercettazioni telefoniche – ha detto il maresciallo Alessandro Palumbo – abbiamo compreso che sul bus che faceva il tragitto da Favara a Racalmuto vi fosse un pacco con la droga spedito da Carmelo Fallea”. L’operazione, in realtà, non va a buon fine. “Abbiamo eseguito una perquisizione - ha detto - e non c'era droga, inoltre dal documento non risultava che l'avesse spedito Fallea”.

Sul banco degli imputati, oltre allo stesso Fallea, 43 anni, siedono Rania El Moussaid, 32 anni, originaria del Marocco e residente ad Agrigento; Gaspare Indelicato, 35 anni, di Favara; Calogero Presti, 44 anni, di Favara e Carmelo Vaccaro, 40 anni, anch’egli di Favara. Le accuse contestate, a vario titolo, sono di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga. Contestati anche svariati episodi singoli di cessione o detenzione ai fini di spaccio. Fallea e Presti - assieme a Gioacchino Alba che viene giudicato separatamente - sarebbero stati, secondo l'accusa, i promotori dell’organizzazione occupandosi della distribuzione dell’hashish e della cocaina che, in parte, proveniva dal Belgio. Rania El M oussaid si sarebbe occupata di dare - sempre secondo l'accusa - supporto logistico per i trasporti della droga da Palermo.

Su quest’ultimo aspetto, sempre ieri mattina, ha riferito lo stesso sottufficiale. “La donna – ha detto al pm Claudio Camilleri – in alcune circostanze, dopo avere incontrato Fallea, andava a Palermo. Il difensore della donna di origini marocchine, l’avvocato Salvatore Pennica (nel collegio anche i legali Daniela Posante, Angelo Nicotra, Salvatore Virgone, Giovanni Castronovo, Tanja Castronovo e Antonino Gaziano) ha però sottolineato che “il compagno della donna abitava a Palermo” per rimarcare le ragioni familiari legate ai viaggi.

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