Traffico di cocaina dal Belgio a Favara, scena muta di tutti gli imputati

Operazione "Up and down", sotto accusa i presunti componenti della cellula favarese dell'organizzazione che avrebbe gestito il narcotraffico

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Nessuno degli imputati risponde alle domande dei giudici. Al giro di "boa" del processo, dopo l'audizione dei testi del pm e prima di quelli della difesa, i giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, hanno dato la possibilità ai cinque imputati del troncone ordinario del procedimento di rispondere alle domande delle parti e del tribunale per provare a chiarire la loro posizione. La strategia processuale, invece, è stata quella di non sottoporsi all’interrogatorio.

Il processo è quello che scaturisce dall'inchiesta “Up and down” (tradotto significa “su e giù”), che ha disarticolato un vasto traffico internazionale di cocaina dal Belgio. Il grosso giro di droga, ipotizzato dagli inquirenti, avrebbe avuto il punto di approdo nella provincia di Agrigento e, in particolare, a Favara. Sul banco degli imputati, oltre allo stesso Fallea, siedono Rania El Moussaid, 35 anni, originaria del Marocco e residente ad Agrigento; Gaspare Indelicato, 37 anni, di Favara; Calogero Presti, 47 anni, di Favara e Carmelo Vaccaro, 42 anni, anch’egli di Favara.

Le accuse contestate, a vario titolo, sono di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga. Contestati anche svariati episodi singoli di cessione o detenzione ai fini di spaccio. Sarebbero stati loro a gestire la cellula favarese dell'organizzazione. L'istruttoria dibattimentale è agli sgoccioli.

C'è un solo teste da sentire prima di passare alla requisitoria del pm e alle arringhe difensive. L'avvocato Salvatore Pennica, difensore di Rania El Moussaid, ha citato Vincenzo Giudice, presunto referente palermitano dell'organizzazione. Il difensore della donna (nel collegio anche gli avvocati Daniela Posante, Giovanni Castronovo, Antonino Gaziano e Salvatore Virgone) vuol fare emergere la circostanza che i viaggi dell'imputata a Palermo non sarebbero stati motivati dal suo ruolo nell'organizzazione criminale ma dalla relazione con l'altro imputato che sarà sentito in aula il 9 novembre. 

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