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Cronaca Favara

"Tentò di uccidere trentunenne al bar sparandogli addosso", chiesti 10 anni per un pescatore

Il pubblico ministero Gloria Andreoli non ha dubbi: il cinquantunenne Gaetano Volpe fece fuoco per ammazzarlo

“Il quadro probatorio è solido e non ci sono dubbi sul fatto che ci sia stata la sparatoria e che l’imputato abbia premuto il grilletto per uccidere”: il pubblico ministero Gloria Andreoli non crede alla versione dei testi della difesa e chiede la condanna a 10 anni di reclusione per il pescatore Gaetano Volpe, 51 anni, di Porto Empedocle, accusato dell’agguato ai danni di un disoccupato trentunenne, avvenuto davanti a un bar di Favara. Il processo è in corso con rito abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare Francesco Provenzano.

La difesa, affidata agli avvocati Rosario Fiore e Raimondo Tripodo, che illustreranno la propria arringa il 12 luglio, aveva ottenuto, nonostante il rito in linea di massima escluda altre prove, di ascoltare due testimoni oculari che hanno smentito l’ipotesi accusatoria, secondo cui la vittima sarebbe stata ferita da un colpo di pistola. La tesi della difesa, che ha pure prodotto una consulenza medico legale, è che la ferita sia stata provocata da una semplice contusione e che, magari, potrebbe essere stata provocata da un colpo ricevuto nella colluttazione che sarebbe avvenuta davanti a un bar di via Agrigento il 13 aprile dell’anno scorso.

L’episodio si presentò subito come un giallo perché nessuno sembrava avesse sentito dei colpi di arma da fuoco o sembrava essere a conoscenza di quanto accaduto. La presunta vittima, rimasta pressochè illesa perché il proiettile, secondo la sua versione, lo avrebbe colpito solo di striscio all’addome, ha presentato denuncia solo dopo alcuni giorni e il pubblico ministero Andrea Maggioni dispose il fermo del sospettato. 

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