Stalking a dipendente perchè si era iscritto al Cobas, parte processo: vittima chiede di costituirsi

Rappresaglie e minacce per vendicare la sua scelta sindacale: il suo legale chiede di entrare nel procedimento

FOTO ARCHIVIO

Il dipendente, che ha denunciato i suoi datori di lavoro per stalking facendoli finire a processo, insiste e chiede di costituirsi parte civile. La difesa degli imputati ribatte sostenendo che ha già ottenuto un risarcimento e non gli spetta più nulla. Il giudice Wilma Angela Mazzara si riserva di decidere e rinvia al 21 gennaio.

E' iniziato ieri mattina il processo nei confronti di Friedrich Haeder Johann, 59 anni e Alfred Oberrauch, 50 anni; il primo responsabile della filiale di Bolzano e il secondo capo ufficio della Ferecam, società leader in Italia nel settore dei trasporti. La vittima sarebbe un autista di autotreni che, in seguito alla sua iscrizione al sindacato, avrebbe subito quattro procedimenti disciplinari pretestuosi. In particolare gli sarebbe stato contestato di usare senza l’autorizzazione il mezzo di lavoro per andare a Favara, invece che fermarsi al deposito di Catania.

“Circostanza che in precedenza – ha sottolineato il pm Antonella Pandolfi – nella richiesta di rinvio a giudizio era tollerata nei suoi confronti e nei confronti di altri lavoratori”: in seguito, inoltre, avrebbe subito il trattenimento dalla busta paga di una somma complessiva di 10.491 euro a titolo di rimborso delle spese di gasolio non autorizzate, sottratte con cadenza mensile in rate da 200 euro. E poi ancora gli sarebbero stati modificati senza preavviso gli itinerari di viaggio a cui era destinato e sarebbe stato mantenuto per ripicca appositamente in trasferta per sei settimane dal 13 novembre al 18 dicembre del 2017.

Per costringerlo, inoltre, a pagare le somme di denaro a titolo di rimborso spese non autorizzate sarebbe stato minacciato: “Prima ci dai i soldi che ci devi, poi ne riparliamo”. Un atteggiamento persecutorio che avrebbe causato al dipendente dell’azienda “un perdurante stato di ansia che gli causava “recidiva di disturbo depressivo reattivo cronico con ansia e polisomotizzazioni oltre a turbe del sonno”. Ieri, dopo la bocciatura del giudice dell'udienza preliminare, l'avvocato Domenico Russello ha riproposto la richiesta di costituzione di parte civile sostenendo che "il risarcimento già ottenuto non ha nulla a che vedere con i fatti al centro del processo ma è relativo ad alcune contestazioni disciplinari”. La difesa degli imputati, affidata agli avvocati Beniamino Migliucci e Gianfranco Pilato, si è nuovamente opposta. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus: la Sicilia diventa zona gialla, Musumeci: "Non è un liberi tutti"

  • Incidente sulla statale 115: scontro fra auto e furgone, morta una 59enne di Licata

  • Coronavirus e zona "gialla", ecco tutte le regole in vigore da domani

  • Coronavirus, 4 morti fra Campobello, Palma e San Biagio: tornano ad aumentare i contagi

  • Coronavirus, nuovo boom di contagi in provincia: ad Aragona muore ex sindaco, una vittima pure a S. Giovanni Gemini

  • Coronavirus, il bollettino dell'Asp: 88 nuovi positivi, 6 ricoverati e 2 vittime

Torna su
AgrigentoNotizie è in caricamento