Venerdì, 19 Luglio 2024
Criminalità / Favara

Aggressione e sparatoria per un gatto a Favara, l'inchiesta nel vivo: al via accertamenti su impronte e ogive

La procura dispone gli esami al Ris di Messina per i due indagati: il 44enne Nicolò Presti, in particolare, avrebbe esploso un colpo di pistola contro un 29enne che aveva litigato con la sorella per l'investimento di un randagio

Accertamenti tecnici sull'ogiva, sui tamponi dello stub e sulle impronti presenti sull'auto di un indagato: l'inchiesta sulla sparatoria avvenuta a Favara lo scorso 28 marzo, che sarebbe scaturita dall'investimento di un gatto randagio, entra nella fase decisiva.

Il pubblico ministero Maria Barbara Grazia Cifalinò ha disposto degli esami da eseguire al Ris di Messina. La vicenda è quella per cui, nei giorni successivi all'episodio, è finito agli arresti domiciliari il 44enne Nicolò Presti. La procura gli contesta di avere picchiato, minacciato e sparato addosso a un 29enne, rimasto ferito a una mano, che aveva litigato con sua sorella perchè la donna aveva investito un gatto randagio proprio davanti all'abitazione. Il ragazzo si sarebbe lamentato della circostanza e nella lite sarebbe stato coinvolto Presti intervenuto in difesa della sorella.

Scoppia la lite e il colpo di pistola: ferito 29enne

Il 44enne, accompagnato da un amico di 3 anni più giovane, indagato ma rimasto libero, sarebbe andato a cercarlo trovandolo in via dello Stretto, nel centro storico del paese. Presti lo avrebbe minacciato, colpito con un pugno e gli avrebbe sparato colpendolo solo a una mano e provocandogli alcune fratture perchè la presunta vittima riuscì a scansarsi. 

L'episodio sarebbe avvenuto davanti a testimoni: il loro racconto ai carabinieri ha consentito di raccogliere gli elementi che hanno portato all'arresto di Presti mentre l'amico, il cui ruolo viene descritto come defilato e pure impaurito dalle persone che hanno assistito, è stato iscritto nel registro degli indagati ma è sempre rimasto libero. L'arma non è stata mai ritrovata ma la procura ha disposto degli accertamenti balistici sull'ogiva recuperata per terra sulla quale verranno pure cercate delle impronte digitali. Accertamenti anche sull'eventuale presenza di impronte sull'auto del presunto complice di Presti. 

I due indagati hanno nominato come difensori gli avvocati Davide Casà e Domenico Russello (quest'ultimo per Presti, il primo è stato indicato dal 41enne rimasto in stato di libertà) e hanno partecipato agli accertamenti disposti dalla procura insieme alla stessa presunta vittima che ha nominato il legale Salvatore Cusumano. Il primo passaggio è stato quello dell'apertura dei reperti. Nei prossimi giorni saranno esaminati anche i tamponi del cosiddetto stub ovvero il test che serve a individuare le tracce di polvere da sparo su corpo e indumenti. 

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