Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Spaccio di droga nel centro storico di Favara, tre imputati confessano

Un quarto ha, invece, negato le accuse: il processo scaturito dall'inchiesta "Fortino" entra nel vivo

Tre imputati ammettono i fatti confidando che l'atteggiamento collaborativo possa consentirgli di beneficiare di una pena ridotta, un quarto si difende e nega le accuse e un quinto tace. L'audizione degli imputati ha rappresentato l’unico atto istruttorio del processo scaturito dall’operazione “Fortino” prima della requisitoria del pubblico ministero Paola Vetro e delle arringhe della difesa che sono state fissate per il primo aprile.

Gli inquirenti l’hanno chiamata così perché i pusher del centro storico di Favara, per sviare le forze dell’ordine, avrebbero utilizzato persino un jammer per disturbare le eventuali intercettazioni dei carabinieri e, inoltre, per allontanare i sospetti ed evitare i controlli, si sarebbero serviti della presenza di bambini. I cinque indagati sono finiti a processo senza neppure passare dall’udienza preliminare. Il gip Luisa Turco, accogliendo la richiesta del pm, ha disposto il giudizio immediato. Sul banco degli imputati il ghanese Abass Bukary di 25 anni e quattro favaresi: Salvatore Stagno, 46 anni; Emanuele Di Dio, 41 anni; Rosario Crapa, 30 anni e lo zio Massimo Crapa, 45 anni.

La strategia processuale adottata dai difensori, gli avvocati Antonio Bordonaro, Salvatore Cusumano e Salvatore Maurizio Buggea, è stata quella di chiedere il giudizio abbreviato. Tutti gli imputati ad eccezione di Rosario Crapa hanno chiesto di essere interrogati. Il solo Bukary, al quale sono state mostrate delle foto scattate dai carabinieri in incognito, ha confermato di essere lui la persona immortalata ma ha negato di avere mai ceduto droga. Circostanza che, invece, è stata ammessa dagli altri.

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